La Decrescita Felice / Maurizio Pallante

decrescita felice 31lJnEEwhrL._SL500_

 

I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l’avvicinarsi dell’esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l’aumento dei rifiuti, le devastazioni e l’inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l’ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell’attività produttiva. In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l’impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l’India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale. Né si può pensare che si possano mantenere le attuali disparità tra il 20 per cento dell’umanità che consuma l’80 per cento delle risorse e l’80 per cento che deve accontentarsi del 20 per cento. Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un’altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.

 

 

 

maurizio_pallante -terranauta.it1234801696

Dedichiamo questo spazio a Maurizio Pallante e alle sue idee..

..amico e punto di riferimento per la nostra associazione e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, a cui PAEA aderisce.

Considerare la decrescita come una condizione felice può sembrare una contraddizione, ma in realtà indica un nuovo sistema di valori e una prospettiva economica e produttiva finalizzata allo sviluppo di tecnologie che frenino la catastrofe ambientale causata dai processi produttivi.
La decrescita non è una rinuncia, una riduzione del benessere, un ritorno al passato. Piuttosto è una scelta consapevole, un miglioramento della qualità della vita, una rispettosa attenzione per il futuro. E la sobrietà non è solo uno stile di vita, ma una guida per la ricerca scientifica.
La decrescita è l’elogio dell’ozio, della lentezza e della durata.

Il Circolo della Decrescita PAEA

Nel 2009 PAEA ha fondato insieme ad un gruppo di persone interessate ai temi della decrescita e dell’autoproduzione un circolo territoriale con sede presso l’Ecoparco di Vezzano sul Crostolo (RE). Il gruppo si riunisce periodicamente per formarsi in base alle competenze presenti al suo interno ed affrontare anche nella pratica collettiva temi come l’alimentazione naturale, l’agricoltura sinergica, la finanza etica..
Con la primavera 2010 è venuto il momento di cominciare a fare qualche esperimento pratico: alternative tecnologiche, autoproduzione e autocostruzione, ricette vegan e di cucina naturale, riuso creativo e fai-da-te e qualunque idea – ovviamente in tema – venga in mente ai partecipanti, con l’obiettivo di aprire il più possibile la partecipazione a chiunque abbia voglia di essere coinvolto. Il calendario delle attività del circolo prosegue nel 2011.

Dettagli e partecipazione 

Maurizio Pallante e la Decrescita: bio-bibliografia

Nato a Roma nel 1947. Laureato in lettere, e stato insegnante e preside. Da qualche anno vive in una cascina tra i boschi e le colline del Monferrato astigiano, dove svolge attività di ricerca e di pubblicazione saggistica. Due sono i filoni della sua opera: le politiche energetiche e tecnologie ambientali e la letteratura.

Sui rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia ha pubblicato:

Le tecnologie di armonia, Bollati Boringhieri, Torino 1994
Scienza e ambiente. Un dialogo, 
con Tullio Regge, Bollati Boringhieri, Torino 1996
L’uso razionale dell’energia. Teoria e pratica del negawattora, 
con Mario Palazzetti, Bollati Boringhieri, Torino 1997
Ricchezza ecologica, 
Manifestolibri, Roma 2003
Un futuro senza luce?
, Editori Riuniti, Roma 2004
Un programma politico per la decrescita
, Edizioni per la Decrescita Felice – 2008
Decrescita e migrazioni,
 Edizioni per la Decrescita Felice 2009
La Decrescita felice –  La qualità della vita non dipende dal pil, 
Edizioni per la Decrescita Felice, ristampa aggiornata 2009
Felicità sostenibile – Filosofia e consigli pratici per consumare meno, vivere meglio e uscire dalla crisi
, Rizzoli 2009
I trent’anni che sconvolsero il mondo, Pendragon, 2010

 

Sulle stesse tematiche Maurizio Pallante ha collaborato con giornali e periodici, tra cui il supplemento settimanale de La Stampa, Tuttoscienze, Il Sole 24 ore, Il Manifesto, Il Ponte, Rinascita, Equilibri (rivista de Il Mulino sui problemi ambientali), Carta. Collabora con la trasmissione radio Caterpillar che da anni sostiene la causa della decrescita ed è membro del comitato scientifico di “M’illumino di meno”, l’iniziativa di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico che cade nel giorno del “compleanno” del Protocollo di Kyoto. Ha svolto l’attività di assessore all’Ecologia e all’Energia del comune di Rivoli.

Altri scritti: Discorso sulla decrescita (libro + audio cd), Manifesto del Movimento per la Decrescita Felice, Fare della politica energetica e ambientale il fulcro della politica economica, Articoli
Care, losche e tristi acque in bottiglia di plastica
I monasteri del Terzo Millennio, Considerazioni sull’appello per Mirafiori come risorsa per Torino..

E’ autore inoltre di un trattatello di biochimica in forma di racconti inseriti in una cornice narrativa:Metamorfosi di bios. Le molecole raccontano, Editori Riuniti, Roma 2003.

In ambito letterario ha pubblicato libri di poesia:
Moesta et errabunda
, Edizioni del Leone, Venezia 1986
L’estraneità, la ricerca, il tempo,
 con 19 acquerelli di Gabriella Arduino, Edizioni del Leone, Venezia 1991
La storia di tre generazioni della famiglia dei tipografi Tallone,
 I Tallone, Scheiwiller, Milano 1989
Un’idea di Roma, 
Priuli & Verlucca, Ivrea 2002in cui affianca un centinaio di acquerelli di Gabriella Arduino, ambientati nella citta all’inizio del nuovo millennio, con un suo personale itinerario romano nello spazio e nel tempo.

Da  paea.it

Lascia un commento se ti è piaciuto l'articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivi

Categorie