U Vommaro a Crapa ovvero IL CORBEZZOLO

Il corbezzolo, nome scientifico Arbutus unedo, appartiene alla famiglia delle Ericaceae diffuso in tutte le regioni a clima mediterraneo e non solo. Si ritrova infatti anche alle Canarie, in Marocco ed in Irlanda.

Si tratta di una pianta arbustiva sempreverde che può diventare un vero e proprio albero alto anche 10 m. I rami presentano la corteccia rossastra e le foglie sono ovali con i margini seghettati, di colore verde scuro e coriacee.

Fiorisce in autunno avanzato producendo dei fiori bianchi riuniti in grappoli dai quali si orginano i frutti l’anno sucessivo. Infatti nella pianta sono presenti contemporaneamente i fiori dell’annata in corso con  i frutti derivati dai fiori dell’anno precedente.

I frutti che sono delle bacche globose, di colore rosso vivo a maturità e commestibile che contengono al loro interno dai 4 ai 6 semi ovali lanceolati di colore scuro.

PROPRIETA’ CORBEZZOLO

Le proprietà del corbezzolo sono da ricercare soprattutto nelle foglie. I frutti, i fiori e le radici hanno anche loro proprietà curative anche se in maniera meno accentuata.

Le foglie contengono varie sostanze: derivati fenolici quali l’arbutoside o arbutina e la monotropeina, unedoside, asperuloside, geniposide, ecc. tutti derivati fenolici; numerosi tannini; resine; steroli e gomme.

Il frutto contiene per circa il 10-20% zuccheri, pectine, arbutina, triterpeni, luppolo, vari steroli, pigmenti, flavonoidi, vitamine, ecc.

I suoi utilizzi a scopi terapeutici sono molteplici: astringente ed antidiarroico; antinfiammatoria nei confronti del fegato, delle vie biliari e di tutto l’apparato circolatorio; antispasmodico dell’apparato digerente e delle vie biliari; diuretico, antisettico e antinfiammatorio delle vie urinarie.

Le foglie e la corteccia, data la grande quantità di tannini che contengono vengono usate per la concia delle pelli.

Anche il miele di corbezzolo ha delle ottime proprietà infatti ha proprietà balsamiche, antispasmodiche, antisettiche e diuretiche.

PARTI UTILIZZATE DELLA PIANTA

Le parti utilizzate del corbezzolo sono principalmente le foglie, quelle dell’anno che sono portate dai rami terminali più giovani e possono essere raccolta in qualunque periodo anche se d’estate presentano il massimo delle proprietà balsamiche.

I frutti vanno invece raccolti maturi, quindi a novembre-dicembre come le radici.

COME SI UTILIZZA IL CORBEZZOLO

Le foglie una volta raccolte vanno essicate in ambienti bui e caldi e conservate in sacchetti di carta in luoghi bui ed asciutti.

Il decotto della radice può essere usato nell’artesclerosi.

L’infuso delle foglie per le affezioni delle vie urinarie, dei reni, nei casi di febbre e diarrea e per tutte le altre indicazioni.

Il decotto di foglie come astringente usato come tonico sulla pelle.

CURIOSITA’

Il suo nome “arbutus unedo” deriverebbe probabilmente dal celtico. Infatti “ar” in celtico vuol dire “acerbo, astringente” mentre “unedo” è il nome che veniva usato nell’antichità che probabilmente deriverebbe dalle tre parole latine “unu tantum edo” “ne mangio uno soltanto” per indicare che non bisognava esagerare e cedere in tentazione data la gradevolezza dei suoi frutti che se mangiati in quantità eccessiva davano senso di nausea e stitichezza.

AVVERTENZE SUL CORBEZZOLO

Con le foglie ed i frutti del corbezzolo non si deve eccedere perchè in quantità eccessive possono provocare stitichezza.

Fiori del corbezzolo

LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

Il corbezzolo ha ispirato storie e leggende fin dai tempi più antichi.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante i suoi fiori bianchi hanno rappresentato l’ospitalità.

I toscani usano l’espressione “corbezzoli” come esclamazione di meraviglia per sostituire una parola, riferita all’attributo maschile, usata come esclamazione di meraviglia e stupore.

Da elicriso.it

 

Foto RETE

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