I PAESI DEL PARCO – Verbicaro

Verbicaro Cs

Il nome del paese è di origine incerta per le varianti etimologiche. In origine Aprustum Vergae, poi Vervicarium nel Medioevo ed in seguito anche Berbicaro. La configurazione urbanistica del primo centro storico, un agglomerato di modeste casupole, costruite a strapiombo sulla roccia, fa ritenere che il paese sia sorto in epoca medievale-barbarica. Inizialmente Verbicaro fu un castello che si estendeva dal palazzo antico baronale verso il Piano fino Buonifanti, era circondato da grosse e alte mura dove vi erano tre portoni di entrata che la sera venivano chiusi. Buonifanti, il primo nucleo abitato, è sorto in funzione difensiva, quando le popolazioni per proteggersi dalle incursioni dei Saraceni, erano costrette a ritirarsi nell’entroterra in luoghi più sicuri. Buonifanti deriva con molte probabilità dall’insediamento di alcuni monaci che vi fondarono il monastero dei “tre fanciulli” (Boni infantes). Nel Medio Evo, Verbicaro appartenne a diversi feudatari. Ai Cavalcanti si deve, nel ‘700, la costruzione del Palazzo baronale nuovo, sulla pianta dell’antico castello. Con l’unità d’Italia Verbicaro divenne comune autonomo e capoluogo di Mandamento.

Festa della Madonna

Festa della Madonna

Patrimonio architettonico (religioso, civile e rurale) e artistico:

  • Monastero dei Domenicani fondato nel 1571. Oggi esiste solo l’ala sinistra riadattata ad uso di abitazione privata.
  • Chiesa di S. Lucia o Madonna della Neve in via Bonifanti nella quale si trovano affreschi del 1400.
  • Chiesa di S. Maria del Rito così chiamata per il rito bizantino che vi si professava. Oggi la denominazione è cambiata in S. Maria di Loreto. La chiesetta è ubicata in aperta campagna.
  • Chiesa di S. Francesco di Paola che risale alla fine del 1800 e si trova su una collina, “n’cap dd’iertu”, a circa 5 Km dal paese, da dove è possibile ammirare la valle tra l’Abatemarco ed il Lao e le colline fino alla costiera tirrenica.
  • Chiesa della Madonna del Carmine costruita tra il 1895 e il 1896.
  • Chiesa di S. Giuseppe a navata unica, iniziata nel 1897. All’interno è decorata di stucchi e di affreschi che rappresentano episodi della vita di S. Giuseppe.
I vattienti durante la liturgia della Settimana santa

I vattienti durante la liturgia della Settimana santa

  • Chiesa di S. Maria del Piano (Chiesa Madre), costruita all’inizio del XV secolo, è ad un’unica ampia navata, con quattro grandi cappelloni su ciascuna fiancata. Il prospetto principale si presenta interamente in pietra. La chiesa conserva un Messale Romano del ‘600, paramenti in seta e oro con manifattura napoletana del XVII secolo, calice ed ostensorio in argento e croce astea argentea del ‘600, turibolo in stile tardo rinascimentale.
  • Chiesa di S. Antonio sita al Calvario e costruita nel 1879.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù portata a termine nel 1979.
  • Palazzo del Marchesato costruito in epoca medioevale.
  • Portico della Fontana Vecchia costruita nel 1816.
  • Resti della Cinta Muraria e Porte Cittadine, sec. XI.
  • Portale antico di un fastoso gentilizio, costruito nel 1800 ed attualmente di proprietà privata.
I panicelli

I panicelli

Le risorse naturalistiche:

  • Il territorio appartiene al complesso montuoso dei monti di Orsomarso e Verbicaro. Vedi Orsomarso.
  • Monte Trincello. Dalle due cime di questa singolare montagna si può osservare il verdissimo bacino del fiume Abatemarco, le vette della Dorsale del Pellegrino, la Mula, la Montea e la costa tirrenica.
  • Verdi praterie del Piano la Sepa.
  • Bocca del Monte.
I catuie dove si conserva il vino

I catuie dove si conserva il vino

  • Pianori del Campiglione e Cacciagrande, circondati da boschi solenni di ontani, faggi, agrifogli e tassi.
  • Fiume Abatemarco
  • Fonte Spaccazza.
  • Acqua di Teste, Acqua Sulfurea, Acqua dei Crescioni.

Da parcopollino.gov.it

Foto web

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