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Vogliono smantellare la Costituzione e hanno bisogno di una Corte Costituzionale non imparziale.

Giuliano Amato

Giuliano Amato

Vogliono smantellare la Costituzione e hanno bisogno di una Corte Costituzionale non imparziale. Giuliano Amato è stato nominato Giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica. Mai nomina fu più preoccupante e inopportuna. Amato è stato responsabile delle politiche economiche di Craxi, è stato sodale di Tremonti e frequentatore dell’Aspen Institute, in passato ha imposto una manovra previdenziale INPDAP che lo privilegiava vergognosamente. Le sue conversazioni con Mussari del Monte dei Paschi di Siena per finanziare i suoi tornei di tennis avrebbero imbarazzato molti ma non il dottor Sottile.Per non parlare delle conversazioni telefoniche con la vedova di un “tangentaro” del PSI.Aspettare che si dimetta è pura illusione.In certi ambienti con questi precedenti si fa carriera.Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea.

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SVOLTA AUTORITARIA? È UNA QUESTIONE DI NUMERI

L’art. 138 della Costituzione è una norma di garanzia inderogabile. Modificare questa norma significa che tutti i diritti costituzionali saranno indeboliti.Il diritto all’uguaglianza, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, tutti i diritti costituzionali potrebbero restare pallidi ricordi di un tempo sprecato.Modificare l’art. 138 oppure consentire anche per una sola volta che la sua validità sia sospesa, è come autorizzare una tantum un omicidio.Il disegno di legge costituzionale 813 per la istituzione di una commissione parlamentare per le riforme costituzionali prevede di derogare una tantum all’art 138 della Costituzione. Dunque si chiede al Parlamento di sospendere la norma di garanzia più importante della Costituzione.La motivazione addotta è ridicola: si paventa una finta necessità economica e sappiamo che in Parlamento stagnano personaggi già collaudati a credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak, figuriamoci se non riusciranno a credere che la sospensione delle garanzie costituzionali racchiuse nell’art.138 della Costituzione potrà aumentare i posti di lavoro o far diminuire il debito pubblico.L’art. 283 del codice penale, prima della riforma, prevedeva che “chiunque commetta un fatto diretto a mutare la costituzione dello stato o la forma di governo, con mezzi non consentiti all’ordinamento Costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”.

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Nel 2004 una parlamentare della Lega Nord, tale Lussana, presentò un testo di modifica dell’art. 283 codice penale. Nel giro di due anni il governo del massone di Arcore approvò il nuovo testo dell’art. 283 codice penale che così recita “chiunque, con atti violenti, commetta un fatto diretto e idoneo a mutare la costituzione dello stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni”. Un disegno di legge non è di certo qualificabile giuridicamente come atto violento.Furono in pochi, e inascoltati, ad intuire che quella modifica dell’art. 283 del codice penale spianava la strada ad un governo autoritario attraverso atti parlamentari. Il disegno di legge 813, ora all’esame del Parlamento, si pone in continuità con quel progetto eversivo e gli italiani sono talmente ottenebrati dai talk show ed estasiati dalle performance del finto povero Bergoglio, che non se ne cureranno più di tanto.Stiamo assistendo alla trasformazione lenta della nostra democrazia verso un governo che ci priverà di diritti e garanzie, rassicurati dal volto di un bravo ragazzo che sembra prestato per caso al ruolo di Presidente del Consiglio e che invece, quale “nipote dello zio” è più pericoloso di un cobra che sa nascondere abilmente la sua aggressività mentre si accinge a stritolarci.

Carla Corsetti
Segretario nazionale di Democrazia Atea.
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