CALABRIA – Sono sparite le navi dei veleni. Cosa resta della grande manifestazione del 24 ottobre 2009 ad Amantea. Una riflessione a 4 anni di distanza.

Manifestazione per la verità sulle navi dei veleni

Manifestazione per la verità sulle navi dei veleni

Tre giornalisti praticanti, Silvia Sciorilli, Davide Gangale e Andrea Tornago sono i vincitori della seconda edizione del Premio Morrione- Premio Ilaria Alpi. Hanno vinto questo premio con un’inchiesta che ci riguarda da vicino. La storia, oscura,intricata,e in molti versi oramai accantonata del Nucelo Investigativo della Forestale di Brescia e delle indagini sulle navi dei veleni inseguite fino alla morte dal Capitano Natale De Grazia. Il documentario è stato trasmesso lunedì scorso in prima serata da Rai News. Servirà questo breve documentario a riattivare nella nostra memoria tutto ciò che è stato scritto e detto sulle navi dei veleni ? Penso proprio di no. Oramai è scattato in tutti il meccanismo di rimozione. Il “partito dei rassicuratori”, fatto da sindaci, amministratori, politici, imprenditori,commercianti,ha vinto. In Calabria e nel mediterraneo non esistono navi dei veleni affondate, la ‘ndrangheta non ha fatto questo tipo di operazioni, i pentiti che ne hanno parlato lo hanno fatto solo per ottenere agevolazioni. Oramai si può dire anche questo dal momento che l’unico pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, che aveva parlato di una sua partecipazione all’affondamento della nave Cunsky nel mare di Cetraro è morto un anno fa. A proposito si era detto e scritto tutto a proposito degli affondamenti e delle persone malavitose protette da servizi segreti e politici. Decine di servizi televisivi, una ventina di libri scritti, manifestazioni un po’ ovunque per la Calabria , oltre a quella grandiosa ad Amantea della quale è ricorso il 4° anniversario il 24 ottobre scorso. A tutto questa bisogna aggiungere il lavoro svolto dalla Commissione sul traffico dei rifiuti della quale è stato presidente Gaetano Pecorella. Ebbene la mole di lavoro di questa commissione è stato enorme con interrogatori, verifiche nei territori, acquisizione di atti provenienti da tutte le Procure d’Italia. Alla chiusura di questa commissione un dato incontrovertibile  venne fuori e cioè che il comandante Natale De Grazia è stato ucciso e che il suo non fu un malore ma molto probabilmente un avvelenamento. La commissione auspicava e spingeva per la riapertura del caso. Cosa che ad oggi ancora non è avvenuta. Ma la cosa più grave della vicenda è che con il governo Letta questa commissione non è stata riattivata, lasciando in sospeso il lavoro svolto dalla precedente commissione . Nel documentario dei tre praticanti giornalisti la morte del Capitano De Grazia  è stata ben evidenziata partendo proprio dalla formazione del primo pool di investigatori che nacque nel nucleo della forestale di Brescia con a capo il colonnello Rino Martino. De Grazia entrò in quella squadra nella primavera del 1995 e proprio la sua caparbietà e competenza dettero una svolta alle indagini. La Rigel  è l’unica nave dei veleni che venne individuata e registrata come tale anche dall’assicurazione Lloyd di Londra. Stava per essere individuata nei fondali ma poi un depistaggio fatto ad arte fece svanire l’individuazione facendo fare le immersioni nel punto sbagliato. De Grazia aveva individuato il punto giusto e lo aveva telefonato al procuratore Pace. “Al mio ritorno la porterò con una nave sul punto esatto in cui è affondata la Rigel”. Ma De Grazia non ritorna da quel viaggio misterioso. Misterioso perché De Grazia non doveva  andare a la Spezia ma a Crotone per interrogare un imprenditore , riguardo al mancato smantellamento della Jolly Rosso avvenuto nel 1990 da una ditta olandese. De Grazia voleva sapere il motivo per cui la ditta si era ritirata dall’operazione. Era una questione amministrativa e De Grazia chiese ad un altro collega di andare a Crotone in quanto lui si sentiva più ferrato sulla questione della Rigel. Chi era a conoscenza di questo cambio di destinazione ? In quel viaggio uno dei suoi accompagnatori fu il maresciallo Scimone che a proposito venne interrogato sulla vicenda dal Presidente della Commissione Pecorella. Scimone in qualità di appartenente alla squadra di De Grazia fece delle rivelazioni incredibili su quel traffico e sulla misteriosa morte di De Grazia, ma non ci furono conseguenze giudiziarie sulle sue affermazioni. E’ tutto scritto nei verbali della commissione, ma nessun procuratore se la sentì di aprire inchieste. L’unico che avrebbe voluto farlo il procuratore capo di Paola , Giordano Bruno ne venne esautorato dalla DIA di Catanzaro. Ora dal video trasmesso , sappiamo che il vecchio nucleo del Corpo forestale di Brescia, dal quale è partito tutto, sarebbe pronto a riprendere il lavoro interrotto, aspettano solo che gli si dia il via. Ma da chi ?

Di Francesco Cirillo

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