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Civiltà rupestri nel Marchesato crotonese

Grotte San Demetrio

S’intitola “Civiltà rupestri e siti monastici nel Marchesato crotonese” l’ultima pubblicazione del professore Francesco Cosco, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dedicata ad un itinerario basiliano in Calabria “sulle orme del Monachesimo italo greco”.Finanziata dalla regione Calabria e dalla provincia di Crotone all’interno del programma inter regionale della Comunità europea “Appennino parco d’Europa”, la pubblicazione è dedicata prevalentemente ai territori dell’entroterra crotonese: Petilia Policastro, Cotronei, Caccuri, Belvedere Spinello ma soprattutto Casabona, i cui territori sono da anni al centro degli studi dello stesso ricercatore crotonese cui si deve, fra le altre cose, la stesura di un progetto relativo agli “Insediamenti rupestri della provincia di Crotone” in collaborazione all’assessorato provinciale all’ambiente ed alla forestazione guidato da Claudio Liotti.

Proprio all’assessore provinciale è stata affidata una delle presentazioni della stessa pubblicazione, mentre le altre due  sono state curate dal presidente provinciale Sergio Iritale e da Cesare Pitto, antropologo dell’Unical cosentina.

Merito della pubblicazione, impreziosita da numerose foto e cartine esplicative, quello d’andare al di là del periodo storico relativo all’ avvento dei Basiliani in Calabria, dall’ottavo al dodicesimo secolo dopo Cristo in poi, fino all’evo neolitico e paleolitico cui lo studioso collega alcune di queste come quelle di Colle della Chiesa di Petilia, conosciute dal nome dell’antico cenobio basiliano, sotto il titolo di san Demetrio e quelle di Casabona ritenuta la cittadina più antica dell’intera Calabria.

Come lo stesso Cosco evidenzia, infatti, Casabona pur essendo oggi piccolo centro di appena 3000 abitanti “si configura come il villaggio preistorico più popoloso, quindi la più antica città calabra ed unica nel suo genere. Se si escludono le grotte scavate di recente, le altre presentano le caratteristiche tipiche delle grotte neolitiche, mentre numerose sono state inghiottire dalla moderna urbanizzazione, altre ritoccate, ingrandite.

Dal numero di quelle arcaiche doveva contenere, approssimativamente, almeno 200 fuochi e gli abitanti dediti soprattutto ad una economia piuttosto pastorale che agricola, quindi seminomade, come é considerata dai Materani la civiltà neolitica dei Sassi”.

Proprio all’età bizantina, che numerose tracce lasciò sulla fascia jonica calabrese e nel suo Entroterra dove Santa Severina ospitò lungamente una potentissima Metropolia di Rito greco, è dedicata una parte precipua della pubblicazione, con la descrizione di antichi cenobi basiliani come l’insediamento di località San Demetrio di Petilia, di Pollitrea e della sua grancia a Cotronei, della Timpa dei Santi, il monastero dei Tre Fanciulli, le grotte di Vurdoi e quelle basiliane sui confini con Rocca di Neto, la laura di Santa Maria della Scala di Belvedere Spinello  ed ovviamente quelle di Casabona.

L’itinerario proposto fra questi insediamenti rupestri che ospitarono, lungamente, i monaci basiliani rappresenta da parte sua un avvincente percorso storico religioso fra le numerose tracce che gli stessi Eremiti lasciarono nel territorio crotonese; compresi alcuni dipinti che nonostante siano stati depauperati dal tempo conservano interamente il proprio fascino.

Alla pubblicazione dell’interessante saggio storico, la speranza dei suoi lettori, è che  la parola passi agli Enti amministrativi con l’accelerazione dell’iter relativo alla costruzione di quel “parco del Neolitico” che secondo Francesco Cosco potrebbe rappresentare un vero e proprio volano storico e turistico dell’ Entroterra crotonese.

Francesco Rizza

Fonte:  http://www.arealocale.com/default.asp?action=article&ID=2386

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