La Coppa del mondo della speculazione, delle deportazioni della gente delle favelas e della repressione preventiva

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Non bastava una delle polizie militari più violente e impunite del mondo. L’intervento delle forze armate per difendere il mondiale miliardario della Fifa è ormai largamente annunciato dalle autorità politiche federali e statali del Brasile. La Coppa del mondo della speculazione, delle deportazioni della gente delle favelas e della repressione preventiva agita perfino il fantasma di Genova del 2001. Si fantastica su un’ipotetica alleanza tra Black Blocks locali e grande criminalità del narcotraffico, tutto fa brodo per la telenovela governativa che alimenta un clima isterico: chi critica lo sfarzo, lo sperpero e la corruzione è un terrorista anti-patriottico e criminale 

di Carlinho Utopia

Due fatti molto significativi sono accaduti nelle ultime 48 ore in Brasile. Il riconoscimento implicito da parte del ministro della Giustizia José Eduardo Cardoso, della veridicità delle tesi sostenute in un “fantasioso” articolo pubblicato dal quotidiano O Estado de São Paulo che annuncia una presunta alleanza nelle manifestazioni di piazza contro la Coppa, tra Black Blocs e PCC (Primo Commando della Capitale. La più potente organizzazione criminale che controlla il narcotraffico nella capitale paulista) e l’annuncio ufficiale della presenza dell’esercito per le strade di San Paolo nel periodo dell’evento mondiale.

Due giorni fa il quotidiano O Estado de São Paulo ha titolato a tutta pagina: “I Black Bloc promettono il caos durante la Coppa con l’aiuto del PCC.” L’autore dell’articolo, il giornalista Lourival Sant’Anna, sarebbe riuscito, nel corso di diversi incontri, a realizzare un’intervista ad almeno sei “esperti e veterani membri del blocco nero” che, a suo dire, avrebbero ipotizzato ed auspicato questa unione di intenti tra loro e la famigerata organizzazione criminale.

L’articolo include un video di circa 11 minuti con la testimonianza di almeno 4 giovani, ovviamente incappucciati, due dei quali appaiono piuttosto nervosi e balbettano tutto il tempo. Tutti parlano delle loro motivazioni e del significato della tattica dei Black Bloc. In nessun momento del video, però, il PCC viene citato.

Come ricorda il sito Brasil de Fatol’autore dell’intervista sui black bloc, Lourival Sant’Anna, è stato coinvolto nel passato in una serie di polemiche e denuncie sulla veridicità dei suoi articoli, come ha ricordato il giornalista Paulo Nogueira sul Diário do Centro do Mundo. Secondo lui, l’uomo d’affari Nelson Tanure lo accusò di creare false notizie in una serie di articoli sui negoziati della compagnia aerea Varig.

I Black Bloc brasiliani (ispirati alle tattiche dei blocchi neri europei ed americani ma, nella realtà dei fatti, molto distanti da loro in termini “ideologici” e “organizzativi”, hanno fatto sapere attraverso i social network che l’intervista in oggetto è una farsa, e hanno invitato l’opinione pubblica a non farsi ingannare. In effetti appare alquanto bizzarro ipotizzare questo tipo di “alleanza”.

Siamo seri: perché mai la più potente organizzazione criminale di narcotrafficanti dovrebbe impegnarsi a creare il caos nelle piazze durante il periodo dei mondiali? L’evento mondiale rappresenta per loro, al contrario, un’occasione irripetibile di lucro, dato proprio dalla presenza di decine e decine di migliaia di turisti e, quindi, di potenziali “consumatori”. Ma non sembra pensarla così il ministro della Giustizia José Eduardo Cardoso, che ha subito preso sul serio l’articolo dell’ O Estado de São Paulo ed ha dichiarato, in un’intervista allo stesso giornale, che è “inammissibile l’associazione di intenti tra i blocchi neri e il PCC per trasformare la Coppa del Mondo nel caos” E ha aggiunto che “noi non tollereremo abusi di qualsiasi genere e alle persone che commettono atti illeciti risponderemo in conformità alla legge.”

Tradotto, il significato delle parole del ministro suonano più o meno come una preventiva criminalizzazione dei movimenti di piazza: i manifestanti saranno trattati come gruppi associati al crimine, il che ovviamente garantirà una repressione più forte e punizioni più severe. L’opinione pubblica è avvisata fin d’ora sui motivi di eventuali violente azioni di repressione delle manifestazioni da parte delle forze di polizia o dell’esercito.

Già… dell’esercito, perché, e questa è la seconda notizia di rilievo delle ultime ore,il governatore dello Stato di San Paolo, Geraldo Alckmin, ha accettato l’invito  rivolto dalla presidente Dilma Rousseff a tutti i governatori degli stati che ospiteranno le gare dei mondiali, di richiedere l’intervento delle forze armate qualora lo ritenessero opportuno.

Almeno 4000 militari presidieranno le vie di San Paolo durante i mondiali,sommandosi ai 90.000 poliziotti militari che, nell’intero stato, veglieranno sull’ordine pubblico e sulla sicurezza delle nazionali ospiti.

Intanto, nelle stesse ore in cui arrivava l’annuncio del ministro, sulla pagina facebook del PT (Partido dos Trabalhadores, il partito dei presidenti Lula e Dilma Rousseff che è al governo) è apparsa una foto, poi ritirata qualche ora dopo, di un manifestante incappucciato con in mano una bottiglia molotov durante degli scontri di piazza, con stampate in bella evidenza le parole del ministro Cardoso: “Inammissibile che persone vogliano vogliano associarsi al CRIMINE per fare rivendicazioni.” 

L’immagine ha scatenato commenti opposti: da una parte molti militanti del PT che chiedevano repressione fortissima delle proteste e provvedimenti punitivi esemplari, dall’altra, molti militanti dei movimenti sociali, che accusavano il partito di governo (la cui presidente, ricordiamolo, è una ex guerrigliera ai tempi della dittatura militare) di aver definitivamente cancellato la propria appartenenza ad un’area anche lontanamente definibile di “sinistra”. 

Vi segnaliamo sullo stesso argomento l’articolo di Ivan Grozny sul sito “Sport alla rovescia”, nel quale ben analizza le altre ultime novità in funzione “anti-No Coppa”: l’introduzione nel codice penale brasiliano del reato di devastazione e saccheggio e la pratica, già scattata, degli arresti preventivi.

Per gentile concessione de il Resto del Carlinho Utopia, una delle migliori fonti di informazione in italiano sul Brasile che non ci raccontano. Titolo originale: Brasile 2014: l’esercito per le strade ed il fantasma di Genova

(foto, fonte: http://cdn5.diarioepoca.com/)

A Copa do mundo da repressão

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