“Di notte, però, sono un re…”

 

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II signor Yin dello stato di Chou era un ricco uomo d’affari. Gli uomini al suo servizio lavoravano senza posa dalla mattina alla sera.

Fra loro c’era un vecchio che, sebbene avesse esaurito le proprie forze, lavorava più duramente degli altri. Di giorno faticava gemendo e sospirando, e di notte si addormentava totalmente esausto.

Quando dormiva, il suo spirito si rilassava e si espandeva.

Ogni notte sognava di essere un re, un capo di stato, un comandante, che andava dove voleva, che si divertiva nella sue ville, che appagava ogni suo desiderio, e così si sentiva pieno di gioia. Poi si svegliava e tornava a lavorare.

Quando qualcuno lo compativa per la fatica che sopportava, rispondeva:

 «Gli uomini vivono anche cent’anni, ma metà di giorno e metà di notte. Di giorno io vivo come uno schiavo e non posso negare che sia penoso. Di notte, però, sono un re e la mia gioia è incomparabile. Dunque, perché dovrei lamentarmi?».

Anche il signor Yin, occupandosi dei suoi affari e pensandoci di continuo, affaticava il corpo e la mente e di notte si addormentava sfinito. Ogni notte sognava di essere un servo che svolgeva un lavoro dopo l’altro e che riceveva insulti e rimproveri senza soste.

Perciò, dormendo, parlava, gemeva e si lamentava di continuo. Insoddisfatto di questa situazione, consultò un amico.

E questi gli disse: «Tu hai una posizione e una ricchezza superiori a quelle di tanti altri, ma di notte sogni di essere un servo. L’alternanza di sofferenza e di piacere è normale; ma se pensi di poter provare piacere sia nel lavoro sia nei sogni, credo che tu stia chiedendo troppo».

Udito ciò, il signor Yin alleggerì i compiti di coloro che lavoravano per lui e ridusse i propri impegni, e così tutti trovarono un po’ di sollievo.

Racconti sapienziali

  1. Clerry – “Vitalità, energia, spirito” – Mondadori

Foto Rete

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