Natura in cambio di appoggio politico: la più clamorosa deregolamentazione venatoria di sempre.

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Natura in cambio di appoggio politico: un Governo che annaspa sta sostenendo  la più clamorosa deregolamentazione venatoria di sempre, e l’unica spiegazione logica è nell’affannoso mirare a qualche sodalizio. Non si possono infatti giustificare altrimenti, né attraverso la competenza, e neppure nel normale esercizio di raziocinio, pazzesche iniziative a macchia d’olio, dal Parlamento alle Regioni.

L’ultima in ordine di tempo è l’articolo 10 del progetto di riforma della legge 394/91 sulle aree protette, in discussione presso la Commissione Ambiente del Senato e redatto dal senatore Massimo Caleo (cui già si devono assieme al collega Vaccari caccia sulla neve, persecuzione alle nutrie, aumento dei colpi in canna). Il testo, con la scusa del controllo faunistico,prevede la possibilità di cacciare, abbattere, sterminare, catturare animali selvatici senza limiti di tempo né di luogo.

Dov’è allora il Pd che spaccia per propria una coscienza del territorio, e cosa pensa di queste iniziative Luigi Zanda, capogruppo in Parlamento del medesimo partito? Qual è la vera posizione di una sinistra sempre più vicina alla Lega Nord quando si tratta di sacrificare la vita degli animali per  compiacere minoranze violente? Quanti occhi chiude un Ministro dell’Ambiente che non sembra conscio del proprio ruolo?

Parchi protetti, oasi naturalistiche, i pochi scorci che abbiamo concesso alle altre specie per vivere in pace si trasformerebbero, grazie all’iniziativa di Caleo, in teatri di guerra senza requie, con un’ipocrita e ridicola annotazione: “Una quota pari al 2 per cento  di ogni introito ricavato dalla vendita degli animali abbattuti o catturati in operazioni di controllo deve essere versata in  un apposito fondo  presso ISPRA per finanziare ricerche su metodi di controllo non cruenti”.

Si vogliono sterminare in deroga anche le marmotte e altre specie protette

Si vogliono sterminare in deroga anche le marmotte e altre specie protette

Il premier Matteo Renzi guarda altrove, coerente nel dimostrare totale indifferenza verso il primo tema nell’agenda mondiale, la salvezza del Pianeta. Non può, quest’ultima, prescindere dalla biodiversità, di cui nella sua Toscana ci si fa beffe attraverso una legge che ha tutta l’aria di essere incostituzionale, in quanto nemica dei diritti civici, della sicurezza pubblica, della salvaguardia ambientale e delle direttive comunitarie. Votate quasi all’unanimità, queste ultime (Habitat e Uccelli), da un Parlamento Europeo che ha dichiarato l’urgenza di rafforzarle.

Ma da noi, già oggetto di procedure d’infrazione e condanne per le deroghe di caccia, in nome del contenimento del cinghiale, per tre anni non si potrà più passeggiare tranquillamente nei meravigliosi boschi toscani. Una Regione che neppure per un istante ha dato ascolto a chi propone di vietare i ripopolamenti dei cinghiali di cui si ricorda a ogni istante la dannosità, punire quelli illegali, studiare strategie alternative a una persecuzione venatoria che ha dimostrato di non funzionare.

E poi, via libera alla vessazione del lupo. Si parla di poche centinaia di individui in tutta Italia, oggetto di costosi studi e programmi teoricamente orientati alla tutela (intanto che in Trentino si sono ripopolati con fondi comunitari quindi tormentati gli orsi), da eliminare perché Regioni e Governo non sono in grado di varare e mantenere accordi sostenibili con gli allevatori.

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Nel frattempo, le province autonome di Trento e Bolzano stanno brigando per ottenere deroghe orientate all’abbattimento di specie protette, a partire dalle pacifiche marmotte – potrebbero seguire poi orsi, stambecchi e altri esemplari sacrificati al diletto dei cacciatori. Un fatto che mina le fondamenta stesse del nostro sistema costituzionale. Come può, la Repubblica italiana, rinunciare alla propria potestà su beni di rango costituzionale quali fauna selvatica, natura, biodiversità? Mentre fra Governo e le province autonome (vedi la svendita del Parco dello Stelvio) sembra intercorrere uno scambio di favori e appoggi?

E’ proprio quella dei cacciatori, tra l’altro, la categoria che dovrebbe insorgere per prima di fronte a tanto sfascio, se non fosse che i vecchi praticanti i quali vantavano – comunque uno la pensi – esperienza del territorio, sono pressoché estinti, lasciando il passo a compulsivi sparatori della domenica.

“L’articolo di legge che ha come relatore il senatore Caleo può consegnare le aree protette italiane al piombo delle doppiette e che farà danni enormi alla natura e alla fruizione dei parchi” dichiarano Enpa-Ente nazionale protezione animali, Lav-Lega antivivisezione eLipu-Birdlife Italia. “Si vuol modificare profondamente il regime di controllo faunistico all’interno delle aree protette, eliminando del tutto i metodi ecologici oggi previsti, e assumendo, camuffandoli sotto la parola  controllo, caccia, abbattimenti, catture e persino le eradicazioni, come unica modalità per risolvere i problemi”.

Possibile, infatti, che nel nuovo millennio ogni questione debba essere risolta a colpi di fucile?

“E proprio questo il punto principale del testo Caleo: la rinuncia totale e definitiva ad affrontare i problemi faunistici con la scienza e l’intelligenza, affidando al piombo ogni risposta.  Chiediamo dunque  al Governo, alla maggioranza, alle opposizioni ” proseguono le associazioni “di fermare questo testo e altre iniziative dissennate, recuperando una ragionevole interlocuzione con la difesa del nostro patrimonio naturalistico e civile”.

@margdam
margdam@margheritadamico.it

Fonte: http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2016/02/19/renzi-galleggia-sulla-vita-degli-animali/?refresh_ce

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