La Calabria si salverà se…

Penso che il declino e lo spopolamento delle aree interne e la devastazione delle marine di Calabria possano essere arrestati da pratiche di buona politica e da progetti mirati e integrati.

La Calabria si salverà se riuscirà a pensarsi come un’unica città, nella quale creare nuovi legami e nuovi dialoghi: tra centri capoluogo e paesi; tra montagna, colline e coste; tra interno ed esterno; tra passato e presente; tra tradizione e modernità; tra adulti e nuove generazioni; tra agricoltura e cultura; tra sapere e terra; se scoprirà un nuovo senso della bellezza e organizzerà una memoria capace di guardare al futuro.

Il ritorno ai luoghi, ai margini e alle periferie, da legare a centri, non richiede grandi opere e cementificazione, ma un nuovo sentimento dei luogo e dell’appartenenza. Il ritorno non può che passare attraverso la consapevolezza delle ricchezze paesaggistiche, naturali, archeologiche, artistiche, urbanistiche, architettoniche, culturali (materiali e immateriali) e letterarie di cui è ricco ogni più piccolo borgo.

La Calabria dei mille paesi e dei mille villaggi, di cui è disseminato il suo territorio, rinascerà se i grandi centri che non sono mai stati città guarderanno ai limiti, ai confini e alle ultimità per costruire una nuova città. Un percorso accidentato e avvincente, lento e urgente, che richiede amore e passione, e anche definitivo superamento di antiche e nuove divisioni.

Vito Teti

 

 

ORSOMARSO – Piazza Municipio col Castello baronale. Foto anni Cinquanta

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