Io voto NO anche per questo

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1. Premio di maggioranza abnorme, superpoteri al premier

“Il premio di maggioranza alla Camera è abnorme rispetto al partito più votato; alla Camera ogni capolista bloccato potrà candidarsi in 10 circoscrizioni come specchietto per le allodole; il premier avrà uno strapotere incontrastato e incontrastabile: come ‘capo’ del primo partito diventerà padrone del governo e del Parlamento. Potrà scegliersi il presidente della Repubblica, ma anche i membri della Consulta e del Csm di nomina parlamentare, i componenti delle Autorità ‘indipendenti’, l’amministratore delegato e il Cda della Rai. E cambiare la Costituzione a suo piacimento”.

2. Assenza di contropotere

“Nel nuovo Parlamento il premier non si ritroverà di fronte alcun contropotere. Nessun controllo ‘esterno’ di bilanciamento e nessun controllo ‘interno’: i diritti delle minoranze parlamentari non sono codificati esplicitamente. La ‘riforma’ regala l’immunità parlamentare a 100 incaricati, senza averne il diritto”.

3. Scompaiono le autonomie territoriali

Mentre nasce il cosiddetto “Senato delle Autonomie e dei Territori”, le autonomie territoriali “scompaiono. Le Regioni ordinarie conteranno molto meno, mentre le 5 a statuto speciale (spesso folli centri di spesa e spreco) saranno più forti di prima”.

 

4. Resta un bicameralismo più complicato

“La ‘riforma’ in realtà “non abolisce il bicameralismo: continueremo ad avere una Camera e un Senato che si rimpalleranno le leggi col classico sistema bicamerale… Sono ben 22 le categorie di norme che restano bicamerali”.

5. I tempi dell’item legislativo si allungano

“Non si accorciano i tempi, in media molto brevi, dell’iter legislativo, che al contrario si complica e allunga. I possibili procedimenti legislativi, che oggi sono soltanto 2 (quello ordinario e quello costituzionale) diventerebbero addirittura 10. I senatori part-time divideranno il loro lavoro settimanale tra alcuni giorni dedicati alle funzioni legislative e altri riservati agli impegni nei Comuni o Regioni”.

 

Dal saggio di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, e della giornalista Silvia Truzzi, “Perché No – Tutto quello che bisogna sapere sul Referendum d’autunno contro la riforma Boschi-Verdini” (Edizioni Paper First)

 

 

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