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La colossale menzogna

 

La colossale menzogna su cui si fonda il liberismo è che i beni e il benessere possano moltiplicarsi indefinitamente e che dunque se i ricchi, gli stronzi e le celebrity si appropriano di immense risorse, agli altri resti comunque abbastanza. La gente vuole disperatamente credere a questa menzogna, benché smentita dall’esperienza e dal buon senso: perché così si esenta dalla fatica del rigore, dell’impegno, della lotta contro avversari spietati.

Ma credere a una menzogna non la rende vera. La verità è che permettere ai miliardari di avere miliardi e ai milionari di avere milioni vuol dire sottrarre quei soldi alla gente ordinaria; rendere onnipotenti le multinazionali vuol dire svuotare la democrazia e togliere ogni potere ai popoli; consentire lo scempio dell’ambiente vuol dire privarsi del piacere di vivere senza ottenere nulla in cambio; concedere a personaggi servili e mediocri il monopolio dell’informazione e della politica vuol dire condannarsi alla disinformazione e all’ingiustizia.

Ma anche se invece che degli incapaci fossero i migliori, non cambierebbe nulla: il merito e le qualità devono aiutare soltanto a selezionare le persone più adatte a ricoprire dei ruoli, a svolgere delle funzioni socialmente utili; ma nessun merito e nessuna qualità giustificano osceni privilegi e ineguaglianze. Chi ha troppo è un ladro e un oppressore e la società ha il diritto di difendersi dai ladri e dagli oppressori.

Francesco Erspamer

Dalla pagina Fb dell’autore

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