Il Nobel dell’ambiente a Rodrígo Tot: “Ha guidato con forza la lotta del suo popolo per la difesa della terra”

 

Da 43 anni l’uomo, indigeno guatemalteco, combatte le multinazionali del niquel. A causa del suo impegno ha subito la morte del figlio.

 

«Ha guidato con forza la lotta del suo popolo per la difesa della terra. E per questo ha pagato un alto prezzo: la morte del figlio». Con queste parole, il comitato del Premio Goldman – il Nobel dell’ambiente – ha assegnato il prestigioso riconoscimento a Rodrígo Tot, indigeno guatemalteco di etnia maya Qeqchi.

 

Il contadino e pastore evangelico di Izabal ha 60 anni: da 43 anni combatte contro le multinazionali del niquel – e i loro nelle istituzioni – che hanno messo gli occhi sui terreni della comunità, formata da 63 famiglie.

 

L’agricoltore ha iniziato a rivendicare i propri diritti in un’area delle montagne di El Estor, a circa 300 km da Città del Guatemala, ormai da molto: insieme ad altri 63 ‘campesinos’ ha promosso le prime iniziative 43 anni fa, in una zona ricca di oro e nickel, con l’obiettivo di riavere dallo Stato guatemalteco i propri titoli di proprietà.
Al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario tra la comunità e il governo, le autorità hanno qualche anno fa assegnato ad una compagnia mineraria la licenza per sfruttare la zona per 25 anni. Nel 2012, i quattro figli di Tot sono stati attaccati da un gruppo di uomini mentre si trovavano in un autobus: uno di loro, sottolinea la stampa guatemalteca, è stato ucciso nell’agguato.

 

A conferma dei rischi che affrontano i dirigenti latinoamericani che lottano per la difesa dell’ambiente ci sono gli omicidi nel marzo del 2016 della honduregna Berta Caceres e nel gennaio di quest’anno del messicano Isigro Baldenegro: entrambi vincitori del Goldman. Gli altri riconoscimenti assegnati quest’anno dalla Fondazione Goldman sono andati a Rodigue Katembo (Congo), Prafulla Samantara (India), Uros Maceri (Slovenia) e Mark Lopez (Usa).

 

L’America Latina è il Continente più pericoloso al mondo per gli attivisti ambientali. Tra il 2010 e il 2015, 570 ecologisti sono stati assassinati secondo i dati dell’organizzazione Global Witness. Tra le vittime anche due vincitori del Goldman. Nel marzo 2016, un commando armato ha trucidato l’honduregna Berta Cáceres. Dieci mesi dopo è toccato al messicano Isidro Baldenegro. Entrambi erano indigeni.

 

 

Fonte: http://www.globalist.it/world/articolo/215016/il-nobel-per-l-ambiente-a-un-agricoltore-maya-ha-lottato-per-la-difesa-della-terra.html

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