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I ricordi dei nonni si trasmettono anche … con la “memoria genetica”

 

I nostri comportamenti, le nostre reazioni al presente, potrebbero essere influenzati da eventi accaduti in passato, che hanno riguardato i nostri antenati e che sono stati trasmessi a noi mediante una forma di “memoria genetica”.

 

La notizia, apparentemente poco eclatante per i non addetti ai lavori, se confermata, rappresenterebbe una svolta epocale nella ricerca scientifica: un po’ come passare dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica. Ed è questo che adoro della scienza: non fai in tempo ad essere “sicuro” che una cosa in Natura si svolga in un certo modo, che arriva una nuova scoperta a mettere tutto in discussione, anche se la precedente tesi era stata formulata e confermata da premi Nobel e geni della Medicina. La scienza non accetta dogmi, tutte le “verità” possono essere sfidate ed a tutti è data una onesta chance di vincere! Ma a quale notizia mi riferisco? I nostri comportamenti presenti (comprese le reazioni di paura e di gioia) potrebbero essere influenzati da eventi accaduti in passato, che hanno riguardato i nostri antenati e che sono stati trasmessi a noi mediante una forma di “memoria genetica”. In pratica i ricordi trasmettono dai genitori ai figli “imprimendosi nel Dna” e influenzando lo sviluppo cerebrale ed i comportamenti delle generazioni successive. Sono i risultati eccezionali suggeriti da uno studio su cavie pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience da un gruppo di scienziati della Emory School of Medicine di Atlanta.

Le emozioni dei padri ricadono sui figli

La scoperta, benché su animali, potrebbe avere implicazioni sul fronte degli studi transgenerazionali: potrebbe spiegare ad esempio perché un evento traumatico che ha coinvolto un antenato continui a influenzare la famiglia molte generazioni dopo. Inoltre lo studio fornisce un’evidenza del fenomeno della cosiddetta «eredità epigenetica transgenerazionale», ossia una condizione in cui l’ambiente esterno influenza la genetica di un individuo (ne modifica il Dna) e quindi questo cambiamento diviene ereditabile.

Uno dei ricercatori

Alla rivista Independent il prof. Kerry Ressler, psichiatra alla “Emory School of Medicine” di Atlanta, ha riferito: “Da una serie di studi recenti abbiamo un numero crescente di prove della complessità di ciò che ereditiamo dai nostri genitori. E’ come se attraverso i gameti (spermatozooi e cellule uovo) agisse un meccanismo che cerca di conservare quante più informazioni da una generazione all’altra. La più rilevante interpretazione di questo esperimento, se sarà confermato anche nei mammiferi, è che certi tratti, come le esperienze paurose di un genitore, possono essere trasmesse alla generazione successiva”.

Come si è svolta la ricerca

Lo studio è stato condotto su alcuni graziosi topi da laboratorio. In seguito a condizionamenti precisi le cavie hanno cominciato ad avere paura di un odore particolare, quello della ciliegia in fiore. Quando lo sentivano, erano spaventati. Fin qui, tutto normale, anche se – qualcuno potrebbe obiettare – un po’ crudele. Quando però sono nati i figli di questi topi, ecco la cosa straordinaria: anche loro, senza mai essere stati esposti in precedenza, hanno mostrato di essere spaventati dall’odore di ciliegia. La cosa si fa ancora più incredibile quando si scopre che lo stesso fenomeno si può ritrovare anche nei nipoti.

Ma come si spiega ciò?

Lo studio sembra suggerire che, nei caratteri ereditari, possano essere presenti anche elementi legati al comportamento acquisito. I più appassionati di genetica all’ascolto avranno colto che ciò sarebbe in contraddizione con la teoria classica dell’evoluzione. A livello chimico, anche se i geni sono rimasti uguali, si pensa che sia avvenuto un processo di cambiamento nel modo in cui geni vengono espressi (cioè le metilazioni del DNA). Certo, la cosa è accolta con grande scetticismo, e c’è da capirlo. Ma facendo un salto mentale ulteriore tale ricerca spiegherebbe anche perché fenomeni umani come – ad esempio – le fobie possano trasmettersi di generazione in generazione, non solo come “predisposizione genetica allo sviluppo di fobie” ma anche proprio come reazione ad un evento traumatico vissuto dagli avi che ha determinato una fobia, reazione che è rimasta impressa dentro il nostro misterioso e affascinante materiale che ci rende uomini: quello genetico.

Dott. Emilio Alessio Loiacono

Fonte: https://medicinaonline.co/2013/12/29/i-ricordi-dei-tuoi-nonni-sono-scritti-nel-tuo-dna/

Foto RETE

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