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In tutto il mondo, le falde acquifere si stanno prosciugando. Le guerre dell’acqua sono cominciate

Fotografia di Manish Swarup, Ap

 

 Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, già nel 2030 l’acqua comincerà a scarseggiare in tutto il mondo. E le falde sotterranee, dove si trova circa il 30 per cento delle riserve d’acqua dolce di tutto il mondo, sono già oggi sotto stress.

Questo avviene nelle campagne: l’India, ad esempio, ha affrontato di recente una grave siccità, che ha costretto milioni di contadini ad affidarsi all’acqua delle falde più che a quella prelevata in superficie. Ma l’entità del prelievo è tale che le falde non riescono a rigenerarsi. (Nella foto, un pastore beve sul letto asciutto della diga di Manjara, che fornisce acqua a Latur e ai villaggi vicini, nello stato indiano del Maharashastra).

Ma le conseguenze sono evidenti anche nelle grandi città. In alcuni quartieri di Pechino, ad esempio, il pompaggio dell’acqua dalla falda sottostante sta facendo cedere il terreno di ben dieci centimetri l’anno. La capitale della Cina, coi suoi 20 milioni di abitanti, potrebbe presto trovarsi ad affrontare seri danni al suo sistema ferroviario e alle fondamenta degli edifici, ha concluso all’inizio di quest’anno un team di scienziati internazionali. Eppure, nonostante possa attingere all’enorme falda acquifera della pianura della Cina settentrionale, è tra le città del mondo che hanno più problemi con l’approvvigionamento idrico.

Non è comunque l’unica città in cui il crollo del suolo nel vuoto che si crea quando si riducono le acque sotterranee provoca cedimenti e allagamenti: tra le più colpite, Shanghai, Città del Messico e alcune zone della Central Valley, in California, dove il suolo è calato in media di 30 centimetri, con crolli localizzati che hanno raggiunto addirittura gli otto metri.

Fonti della mappa University of California, Irvine; Whymap Margat, 2008 Margat and Van Der Gun, 2013, Groundwater Around the World

La mappa indica alcune delle falde sotterranee più vaste e accessibili del mondo. Più di due terzi di queste acque sono usati per le irrigazioni, mentre il restante è impiegato per l’acqua nelle città.

In passato le falde acquifere servivano soprattutto da riserve a cui attingere in caso di siccità o di inverni particolarmente caldi e poco nevosi, quando quindi l’acqua di fusione non riusciva a riempire fiumi e torrenti. Ma oggi le più grandi falde acquifere di riserva in Africa, Eurasia e America sono iper-sfruttate. Molte sono utilizzate a tassi insostenibili. Circa due miliardi di persone dipendono da falde che rischiano di prosciugarsi.

Nei paesi più colpiti, prevede Richard Damania, lead economist alla Banca Mondiale, il problema dell’acqua potrebbe far calare il PIL anche del 6%. E gli effetti dei cambiamenti climatici non faranno che peggiorare il problema.

“Nelle zone aride ci saranno sempre meno piogge”, spiega. “L’acqua prodotta dal disgelo di nevi e ghiacciai è sempre meno, e sempre più persone sono costrette a usare l’acqua delle falde”.

Poche cose sono più difficili da controllare del pompaggio delle acque sotterranee, spiega Damania. Negli Stati Uniti, gli agricoltori stanno prelevando acqua a un tasso insostenibile dalle falde di High Plains e di Ogalalla, anche se sono consapevoli dei rischi da sessant’anni.

“Nei paesi in via di sviluppo c’è un gran numero di piccoli agricoltori che pompano acqua dal sottosuolo. E data la loro estrema povertà, si può fare ben poco per impedirglielo”.[…]

Di Laura Parker

Fonte: http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2016/08/02/foto/siccita_guerra_dell_acqua-3163386/1/#media

 

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