SE DIO ESISTE…

 

1) Se Dio esiste, tutto è permesso. E il nichilismo è sempre in agguato.

Perché se Dio esiste, la sua voce è sovrana, la sua volontà è legge, il Logos è il Nomos della terra e del cielo. Ma questo Dio parla poi sempre e solo attraverso la voce di un uomo. Di un essere mortale e finito, come te e come me.

Se Dio esiste, perciò, la volontà di Dio sarà quella di ogni uomo che abbia successo nel presentarsi come voce di Dio. Di ogni uomo che – come voce e volontà di Dio – trovi ascolto presso altri uomini. Da Gesù di Nazaret, profeta ebreo itinerante che predica di porgere l’altra guancia e annuncia che ai ricchi sarà chiusa la porta dei cieli, a papa Innocenzo III, al secolo Lotario dei conti di Segni, che scatena la crociata contro gli albigesi, nemici di Dio in quanto predicano la povertà, tutto ciò che si presenta come voce di Dio può provare a imporsi come sua volontà. Purché trovi chi la ascolti, chi la riconosca, chi la obbedisca.

Se Dio esiste, la volontà di Dio è la volontà di chiunque si presenti e combatta in suo nome. Non vi è infatti nel mondo un punto archimedeo fuori del mondo da cui si possa decidere la «vera» volontà di Dio tra le tante che se la attribuiscono. Dio non parla. Si danno solo uomini che parlano in nome di Dio, il Logos è sempre è solo flatus vocis di esistenze umane, irripetibili e contingenti. La voce dall’Alto nasce e risuona solo e sempre quaggiù, finita, plurale, conflittuale.

Se Dio esiste, tutto è permesso perché il mondo è un’ordalia senza fine, dove giostrano e si scontrano (spesso a morte) profeti e sovrani del «Dio lo vuole», pretese inconciliabili di essere ciascuno l’ermeneuta esclusivo del Sacro. Eretici l’uno all’altro, impostori l’uno all’altro, Satana l’uno all’altro. Il giudizio di Dio su quanti si presentano in suo nome può manifestarsi su questa terra sempre e solo nella forma del successo: della guerra e di chi la vince. Ordalia interminabile, però, perché i verdetti si possono sempre rovesciare.

Se Dio esiste, il destino della terra è il nichilismo di una eterna ordalia, dove tutto è permesso, e l’unica legge effettiva è il «vae victis!». Se Hitler avesse vinto, il suo successo sarebbe suonato divina conferma della sua pretesa di avere «Gott mit uns».

Se Dio esiste, non vi può essere potere se non di Dio e da Dio. Se Dio esiste, tutto il dovere degli uomini si risolve nell’obbedirlo. Non può esistere un potere autonomo, poiché l’autos-nomos, il darsi da sé la propria legge, sarebbe solo ribellione contro Dio. Se Dio esiste vi può essere solo teo-crazia, o in alternativa il Male, la ribellione contro la volontà di Dio. Ma chi decide della volontà di Dio? La guerra, la forza, il successo.

Se esiste un unico Dio, solo Uno può essere il Nomos della terra. Su tutta la terra. Se Dio esiste, l’impero teocratico universale è la sola forma politica adeguata alla Sua esistenza. Ma se Dio esiste, chiunque, abbiamo visto, può candidarsi ad esserne il Logos. Se Dio esiste, perciò, il dominio teocratico è inevitabile ma inevitabile è anche la sua autodistruzione attraverso la guerra civile di religione permanente. È quanto sperimenterà l’Europa dopo la riforma di Lutero. Per evitare l’autodistruzione, intellettuali cristianissimi inventeranno la formula «etsi Deus non daretur» come fondamento ineludibile di una convivenza possibile, e sovrani altrettanto cristianissimi finiranno per adottarla, per lo meno nelle relazioni internazionali.

Etsi Deus non daretur. Come se Dio non ci fosse. Se Dio esiste, a questo paradosso si deve arrivare, a mettere Dio tra parentesi quando si tratti di stabilire la legge, se si vuole salvare la convivenza umana dall’autodistruzione.

Dostoevskij pensava che solo la fede in Dio ci può salvare dall’abisso del nichilismo. Abbiamo assodato che il contrario è vero: se Dio esiste tutto è permesso, solo aver messo Dio tra parentesi, averlo estromesso dalla sfera pubblica, ha salvato l’Occidente dall’annientamento delle guerre civili in nome di un medesimo Dio.

Etsi Deus non daretur, l’esilio di Dio dalla vita pubblica, in quanto salvezza dell’Europa, è la sola radice inconfutabile dell’Europa.

2) E tuttavia: anche se Dio non esiste, tutto è permesso. Senza Dio non c’è autorità trascendente alla cui legge obbedire. Ogni morale è possibile. Se Dio non esiste è inevitabile l’autos-nomos, ciascuno è legge a se stesso. Ma poiché la con-vivenza è la legge suprema della sopravvivenza, e dunque Una legge è necessaria per tutti, ogni volontà sarà nella tentazione e nella necessità di imporre la propria morale agli altri: come morale del gruppo, morale comune, legge sovrana.

Chi deciderà, allora, l’autos del nomos? La guerra, la forza, il successo. Se Dio non esiste non vi è infatti alcun nomos che sia sovrumano. Se non viene da Dio e non fa tutt’uno con lui, la Grundnorm che regge l’intero edificio delle norme, per dirla con Kelsen e positivamente, è un fatto, una decisione. La decisione di qualcuno. Il fatto compiuto. La norma che decide di tutte le altre norme è il successo nel conquistare e mantenere il potere. Se Dio non esiste, tutto è permesso, la volontà di potenza è la norma e la sola bestemmia imperdonabile è la sconfitta.

Che Dio esista o non esista, dunque, non si sfugge: tutto è permesso. Questa è la condizione umana ineludibile. L’uomo è l’animale a rischio di nichilismo. Questo rischio è la sua natura. E per affrontare questo rischio, o semplicemente per conviverci, l’esistenza di Dio è irrilevante. Ci sia un Dio o sia solo la nostra illusione, all’incombere del nichilismo non possiamo sottrarci, tutto è permesso, sempre e comunque. In altri termini: l’uomo è il creatore e signore della norma. Questo è il segreto insopportabile dell’esistenza umana. Il potere dell’uomo sulla norma è al tempo stesso il suo potere di autodistruzione.

La creazione della norma è creazione in senso proprio: ex nihilo. Che Dio esista o non esista, l’uomo è il Dio della norma. Non esiste una norma già data in natura. In natura esistono solo fatti, eventi. Essere, non dover essere. Essere il creatore della norma è invece il solo imperativo che la natura impone all’uomo, che la biologia impone alla specie animale Homo sapiens sapiens.

Quale norma? Una norma qualsiasi, purché funzioni. Tutte quelle che hanno funzionato e che funzioneranno nel garantire a
homo sapiens sapiens periodi di sopravvivenza sono perciò stesso leggi naturali, norme che obbediscono alla natura umana e la rispettano. […] (Continua)

Di  PAOLO FLORES D’ARCAIS, da MicroMega 3/2008

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