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Populus tremula L. – Pioppo tremolo

Pioppo tremolo in autunno

Descrizione: Albero di piccolo-medie dimensioni, non superante i 25 m di altezza, non molto longevo nei climi caldi, con fusto per lo più diritto e slanciato, chioma arrotondata o globosa, rami sottili ascendenti e rametti glabri; corteccia liscia, grigio-verdastra, a volte grigio-biancastra con grosse lenticelle, screpolantesi in età avanzata; gemme glabre e un po’ vischiose.


Foglie turionali (dei rami di allungamento) triangolari-ovate, a base troncata o cordata, con lungo picciolo cilindrico ed apice acuto, superiormente glabre e sovente rossastre da giovani, talvolta più o meno pubescenti (temporaneamente, tuttavia mai biancastre) sotto; foglie dei brachiblasti (rami fioriferi) glabre su entrambe le pagine, sub-orbicolari, con picciolo compresso perpendicolarmente alla lamina – il che le rende estremamente mobili al minimo spirar dell’aria – a bordo crenato-dentato (3-7 x 3-8 cm), acute o (più raramente) arrotondate all’apice, verdi glauche, più chiare inferiormente.
Pianta dioica, con fiori maschili in amenti incurvati, grossi e coperti di fitta e lunga peluria bianco-grigia a ciuffi, con stami (di solito 8) ad antere porporine e brattee fiorali laciniate; amenti femminili più lunghi, ugualmente fittamente pelosi, con brattee fortemente incise e ovario verde con 2 stimmi rossi.
Frutti in capsula conica con numerosi semi.

Tipo corologico: Eurosiber. – Zone fredde e temperato-fredde dell’Eurasia.

Antesi (fioritura): febbraio-aprile

Distribuzione in Italia: Specie a vastissimo areale euroasiatico, presente anche, limitatamente, sulle montagne dell’Africa settentrionale.
E’ presente in tutto il territorio.

Habitat: E’ il più montano dei pioppi indigeni, spingendosi dal piano basale (dove vegeta raramente e solo a latitudini settentrionali in Italia) fino a 2000 m. Albero che predilige terreni freschi e fertili, ama la luce, ma tollera la copertura in formazioni miste, dove vive sporadicamente o a gruppi. Colonizza con facilità radure boschive e terreni privi di vegetazione ed emette naturalmente polloni radicali. Si riproduce molto difficilmente per talee.

Note di Sistematica: Il Fiori indica tre varietà per l’Italia:
var. dodeana Rouy, con foglie brachiblastali grandi, grossamente dentate ai bordi e picciolo più corto del lembo; var. australis Ten., tipica dell’Italia meridionale, con foglie brachiblastali piccole, arrotondate o sub-triangolari e picciolo lungo fino al doppio della lamina; var. villosa Lang. (= var. sericea Koehne), poco diffusa, con foglie turionali pelose, sericee.

Gruppo di piante in primavera

Note, possibili confusioni: Populus nigra L. (Pioppo nero) ha corteccia fessurata grigio-nerastra nella parte medio-bassa del fusto; chioma generalmente più larga (fastigiata nella cv. pyramidalis); gemme vischiose glabre; rametti glabri a sezione angolosa; foglie triangolari-romboidali verdi e lisce su ambedue le pagine, ad apice acuto e bordo dentellato, amenti maschili non pelosi ed amenti femminili verdastri.
Populus alba L. (Pioppo bianco) ha corteccia bianca o grigio-verdastra, piuttosto liscia – con evidenti anellature orizzontali – fino ad età avanzata e rugosa solo in individui vecchi e nella parte bassa del fusto; rami grossi espansi e rametti pelosi biancastri a sezione tonda; chioma ampia; foglie sia turionali (palmato-lobate) sia brachiblastali (orbicolari-ovate) con vistoso denso tomento bianco di sotto e grossolanamente dentate, con picciolo lungo circa metà della lamina; amenti maschili e femminili pelosi e con brattee fiorali dentellate.
Populus canescens (Aiton) Sm. (Pioppo gatterino), raro, da alcuni considerato ibrido P. alba x P. tremula Krause, è molto simile nella corteccia al pioppo bianco, ma ha dimensioni più ridotte ed ha foglie simili a quelle del pioppo tremulo, irregolarmente dentate, non lobate e grigio-fioccose inferiormente, con picciolo compresso; amenti con brattee fiorali laciniate.

Amenti maschili alla fioritura

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Etimologia: Il nome del genere, di origine latina, è stato attribuito dagli antichi romani, probabilmente per designare “arbor populi” = “albero del popolo”; l’attributo specifico, sempre dal latino, è riferito alla grande mobilità delle foglie, dovuta all’elasticità del picciolo, compresso in senso ortogonale rispetto al lembo fogliare.

Proprietà ed utilizzi: Immagine Specie officinale

Il legno, tenero ed omogeneo, è di scarso pregio; può venir impiegato nella produzione di cellulosa al bisolfito per l’industria cartaria, per confezione di fiammiferi, per imballaggi e legna da brucio. La corteccia essiccata, contenente tannino e salicina, come quella di altri pioppi, possiede azione febbrifuga.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

 

Gruppo di alberi in abito invernale

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Principali Fonti
Pignatti S. – Flora d’Italia – 1982 Edagricole
Fenaroli L. – Gli alberi d’Italia – 1967 Ed. Martello
Allegri E. – Monti e Boschi – 1956 T.C.I.
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di) – An annotated checklist of the Italian vascular flora – 2005 Palombi Editori

Scheda realizzata da Silvano Radivo

 

Fonte:http://www.floraitaliae.actaplantarum.org/viewtopic.php?t=5641

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