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Origine dei cognomi:   PALOMBINO, PALOMBA, PALOMBELLA, PALOMBELLI, PALOMBI, PALOMBIERI, PALOMBO, PALOMMELLA, PALUMBA, PALUMBELLA, PALUMBI, PALUMBO

 

Palomba è tipicamente campano, soprattutto del napoletano, con ceppi anche nel tarantino, nell’iserniese, a Roma ed in Sardegna, Palombella, molto raro, è tipico del barese e tarentino, Palombelli, molto molto raro, è laziale, Palombi è comune nella fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, Palombino in provincia di Cosenza, Palombieri, rarissimo, è tipico della fascia che comprende Umbria Lazio e teramano, Palombo è tipico laziale, con ceppi anche in Abruzzo e Molise, Palommella è quasi unico e sembrerebbe della fascia centrale, Palumba, rarissimo, è del sud, Palumbella, rarissimo, è pugliese, Palumbi, molto raro, è tipico del teramano, Palumbo è difusissimo in tutto il centro sud.

Derivano tutti da soprannomi legati a diminutivi o vezzeggiativi del vocabolo dialettale palumbo (colombo) usato anche come nome, come si può desumere da questo scritto del 1300 a Pescara: “…Est profecto quaedam villa vocata Superclo, in Sancti Valentini Castello translata, quam a Tederamo et Palumbo germanis fliis quondam Reparati legaliter ad profectum Piscariensis Ecclesiae triginta solidis emit. ..”, ma è pure possibile che molti ceppi derivino da nomi di località come Roccapalumbia (PA), Cessapalombo (MC), Colpalombo (PG), Santa Palomba (RM) e molte altre.  Troviamo tracce di queste cognominizzazione, in Campania a Solofra (AV) nel 1500 con il fiscale regio Tomase Palumbo,  in Calabria nel 1600 con 1mons. Paolo Palumbo, vescovo di Cassano Jonio (CS).

Palombi di Monte San Martino (MC), nobili di Monte San Martino, sono presenti nel comune dal Rinascimento.

 

Dalla RETE

 

Nella foto Vedete Michele Palombino assieme al padre, Vincenzo, nella forgia vicino u Parapurto

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