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Dell’uguaglianza – E. Fromm

 

 

La crescente tendenza all’eliminazione delle differenze è strettamente legata al concetto d’uguaglianza, cosi come si sta sviluppando nelle società industrialmente più progredite.

Uguaglianza significava, in senso religioso, che siamo tutti figli di Dio, che siamo tutti fatti della stessa sostanza umano-divina, in un unico cosmo. Tale concetto di unione è espresso, a esempio, nel Talmud: « Chiunque salvi una singola vita, è come se avesse salvato il mondo intero; chiunque distrugga una singola vita, è come se avesse distrutto il mondo intero. »

Uguaglianza, come condizione dello sviluppo dell’individualismo, era anche il significato del concetto della filosofia illuminista in Occidente. Significava (concetto espresso il più chiaramente da Kant) che nessun uomo deve essere il mezzo che determina la fine di un altro uomo. Che tutti gli uomini sono un fine, e non un mezzo gli uni per gli altri.

Seguendo le teorie dell’illuminismo, i pensatori socialisti di varie scuole definirono l’uguaglianza come abolizione dello sfruttamento, dell’uso dell’uomo per l’uomo, senza riguardo al fatto che quest’uso fosse barbaro o   «umano».

Nella società capitalistica contemporanea il senso di uguaglianza è mutato. Per uguaglianza, s’intende l’uguaglianza degli automi, degli uomini che hanno perso il loro individualismo. « Uguaglianza oggi significa uniformità, anziché unità. » È l’uniformità, astratta degli uomini che compiono lo stesso lavoro, che scelgono gli stessi divertimenti, leggono gli stessi giornali e hanno le stesse idee.

Sotto questo aspetto, bisogna anche guardare con un certo scetticismo a alcune conquiste, generalmente citate come segni del nostro progresso, come a esempio l’uguaglianza di diritti della donna. Gli aspetti positivi di questa tendenza all’uguaglianza non devono trarre in inganno. Fanno parte della tendenza all’eliminazione delle differenze. L’uguaglianza è ottenuta a questo prezzo: le donne sono uguali perché non sono più differenti.

La frase della filosofia illuminista l’àme n’a pas de sexe, l’anima è priva di sesso, è diventata di uso generale. La polarità dei sessi va scomparendo, e con essa l’amore erotico che poggia su questa polarità. Uomini e donne diventano simili, e non uguali, come i poli opposti.

La società contemporanea predica questo ideale di uguaglianza perché ha bisogno di atomi umani simili tra loro, per farli funzionare in una massa compatta: tutti obbediscono agli stessi comandi, e tuttavia ognuno è illuso di seguire i propri desideri. Così come la moderna produzione di massa richiede la standardizzazione dei prodotti, così il progresso civile esige la standardizzazione dell’uomo. Questa standardizzazione è chiamata «uguaglianza».

  1. Fromm, L’ARTE DI AMARE, Il Saggiatore

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