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La ruota

 

Quando la ruota gira, ora sta sopra una parte ora l’altra.

PLUTARCO

 

Fa parte della normale dialettica dei contrari che le due parti di un ciclo si alternino di continuo: niente rimane a lungo nel punto più alto, niente rimane a lungo nel punto più basso. Memore di questa legge, Kierkegaard scrive: «Quando tutto ti sembra perduto, è allora che incominci a vivere». Una vòlta toccato il fondo, se non ci si disintegra, non si può che risalire a galla.

Ecco dunque una meditazione che deve essere tenuta presenterà chi attraversa una crisi, da chi ha l’impressione di non potercela più fare. Si tratta di tener duro il tempo sufficiente a far sì che la ruota compia il suo giro.

Spesso non possiamo far nulla, non siamo noi che abbiamo in mano il bandolo della matassa: allora dobbiamo risparmiare le energie e aspettare che la crisi passi. Si tratta di una prova di resistenza, in cui vince ehi, sa mantenersi più calmo, chi ha più pazienza. Dobbiamo solo aspettare che il “corso delle cose” cambi direzione.

È come trovarsi in mezzo a una tempesta: può essere terribile, può anche distruggerci; ma, se riusciremo a tener duro, la tempesta passerà da sola. Siamo spesso più forti di quanto crediamo.

Dice Seneca: «Chi non ha più nulla in cui sperare, non deve nemmeno disperare di nulla».

Claudio Lamparelli, “L’arte della serenità”, Oscar Mondadori

 

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