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Fine inverno, LAVORI NEL FRUTTETO

 

La potatura degli alberi da frutto non è un’operazione da farsi solo alla fine dell’inverno, come molti pensano, Al contrario le potature verdi che si fanno a maggio-giugno e le potature postraccolta, così come le legature durante il periodo vegetativo, sono assai importanti e soprattutto sulle Drupacee danno spesso risultati migliori della potatura invernale, permettendo tra l’altro una veloce cicatrizzazione delle ferite da taglio.

A fine inverno si eseguono la potatura di formazione di piante giovani e i tagli correttivi per le piante molto vecchie. Questo è inoltre il momento migliore per eliminare i polloni radicali. La potatura di fine inverno riguarda in genere più le Pomacee che non le Drupacee. Effettuata dopo la ripresa vegetativa può avere inoltre lo scopo di fermare la crescita troppo vigorosa di piante giovani.

Non è qui possibile esporre in modo dettagliato i vari sistemi di potatura, essendo questa un’arte assai complessa che varia con la specie, la varietà, il portinnesto, e che non si impara certo sui libri.

Nella coltivazione biologica, pur ritenendo necessaria la potatura, si cerca di lasciar vegetare le piante da frutto secondo la loro natura, senza imporre portamenti innaturali. Lo scopo della potatura è di sfoltire la chioma e contenerne le dimensioni, consentendo una buona illuminazione di tutti i rami e una omogenea maturazione dei frutti; inoltre essa deve mantenere giovane la pianta e garantire una costante e regolare produzione di frutti. Attraverso la potatura si cercherà di mantenere un equilibrio tra le dimensioni della chioma e quelle dell’apparato radicale. Lo sfoltimento della chioma è molto importante per la prevenzione delle malattie: una chioma ampia e ben distribuita, dove la luce possa penetrare senza difficoltà, fa sì che le foglie asciughino in fretta e non vi siano ristagni di umidità, creando così la condizione ottimale per evitare la diffusione di malattie fungine come la ticchiolatura.

 

Con la potatura si avrà cura di eliminare anche i rami contorti ed ingrossati per la presenza di gommosi, quelli infestati dalla cocciniglia, quelli colpiti dall’oidio e tutti i rami secchi e rotti presenti sulla pianta. Vanno tagliati anche tutti i rami molto bassi che non ricevono sufficiente luce, perché in questo caso si possono sviluppare facilmente infezioni di ticchiolatura.

I tagli più grandi vanno ripassati con un coltello da innesto per renderne la superficie liscia e convessa. Si spalmano quindi con cera per innesti o una poltiglia di argilla.

Per quanto riguarda gli arbusti da frutto come il ribes rosso e nero, l’uva spina, lo josta, il lampone e le more, l’epoca più adatta per la potatura, oltre a quella postraccolta, è l’autunno. Si rimandano a fine inverno alcune operazioni come i tagli di ritorno sul ribes nero e l’uva spina e l’accorciamento dei tralci sul lampone e sulle more.

Anche la vite, oltre che alla fine dell’inverno, può essere potata prima dell’inizio della stagione fredda, evitando il «pianto», ma con la conseguenza di un precoce risveglio vegetativo, che può essere pericoloso in caso di gelate tardive.

Le buche per la messa a dimora di alberi e arbusti da frutto vanno preparate con un certo anticipo, riempiendole con un substrato adatto che avrà poi il tempo di assestarsi prima della piantagione.

Appena il terreno è sgelato e relativamente asciutto si scavano le buche, Gli alberi da frutto non sopportano terreni duri e compatti, che impediscono un regolare e sufficiente sviluppo delle radici, e neppure i terreni soggetti ai ristagni d’acqua, che non consentono una buona aerazione, il terreno va quindi smosso anche in profondità, e se necessario si farà un drenaggio.

La fossa scavata non deve essere troppo grande, ma piuttosto profonda e stretta (la pianta avrà maggiore stabilità). La buca va riempita con una miscela di terra e composto o letame ben maturo, al quale si può mescolare cornunghia e ruffetto d’ossa, litotamnio e, nei terreni sabbiosi, bentonite. Il composto e il letame che verranno in contatto diretto con le radici devono essere assolutamente ben maturi, altrimenti possono risultare più nocivi che utili.

Evitate di acquistare da un rivenditore del mercato le piante da frutto da mettere a dimora all’ultimo momento. È sempre preferibile comperare le piante direttamente da un vivaista della zona, al quale con un certo anticipo potrete anche ordinare delle varietà particolari.

 

Da “Il calendario dell’orto biologico”, di Patrizia Sarcletti, Giunti

 

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