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La luce della Luna e la vita delle piante

 

La luna è un astro di forma quasi sferica che non brilla di luce propria, costituito da rocce scure simili ai basalti. La sua massa è minore di quella terrestre e la sua accelerazione gravitazione è 1 /6 di quella della Terra. Ciò la rende priva di atmosfera, incapace di trattenere intorno a sé particelle di gas. È proprio quest’assenza di atmosfera che rende brusco il suo passaggio dall’illuminazione solare al buio totale. La rotazione intorno a se stessa è lenta, il giorno e la notte lunari durano parecchio tempo, così che le temperature sul suo suolo passano dai 110°C del giorno ai -150°C della notte. La luna infatti riflette male la luce che le arriva dal Sole: il 7 % della luce che riceve lo invia alla Terra, il restante 93 % lo assorbe, lo trasforma in calore e poi lo irraggia via rapidamente.

La luce lunare, benché modesta, ha un suo ruolo ben preciso: facilita la germinazione dei semi perché riesce a penetrare nel terreno per alcuni centimetri e fa da catalizzatore per attivare nella notte alcuni scambi nutritivi che, al contrario, vengono inibiti dall’intensa luce diurna del Sole.

Rispetto alla luce solare, la luce lunare ha uno spettro luminoso ricco di raggi rossi e povero di raggi azzurri e violetti. La carenza di bagni di luna diminuisce le difese immunitarie delle piante mentre l’esposizione alla luce lunare attiva la formazione degli zuccheri per la maturazione dei frutti e per le riserve dei freddi invernali. Una sorprendente proprietà terapeutica della luna, poi, è la capacità di cicatrizzare le amputazioni subite dai vegetali. Tale possibilità appartiene anche al Sole, ma la sua energia agisce in superficie, mente quella della luna penetra in profondità per eliminare le cellule morte e rigenerare i tessuti danneggiati.

Di contro anche un eccesso di luce lunare può creare problemi alle piante. Ne risentono soprattutto quelle erbacee ad alto fusto perché i loro canali linfatici sono meno numerosi che nelle piante a fusto più tozzo e la linfa risucchiata verso l’alto (dall’attrazione lunare) andrà a concentrarsi nei germogli più giovani creando una frattura nello scorrimento del liquido. Questo trauma porta il germoglio giovane alla morte, detta per bruciatura da luna. Ciò si verifica particolarmente nei giorni di luna piena.

II moto rotatorio antiorario della luna intorno al suo asse ha una durata pari al moto di rivoluzione, anch’esso antiorario, attorno alla Terra. Questo è il motivo per cui la luna mostra al nostro pianeta sempre la stessa faccia. Quando la luna si trova dalla stessa parte del Sole rispetto alla terra (in congiunzione), l’emisfero che essa rivolge verso di noi è oscuro perché non viene colpito dai raggi solari: novilunio o luna nuova. Quando la Luna si trova dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra (in opposizione), la sua metà illuminata è quella rivolta verso di noi: plenilunio o luna piena. Le posizioni che corrispondono a queste due fasi sono dette sigizie. Le posizioni che conosciamo come primo quarto e ultimo quarto sono dette quadrature: si verificano quando la luna, la Terra e il Sole occupano i vertici di un triangolo rettangolo ideale, con la terra sull’angolo retto. In caso di quadratura dell’emisfero lunare vediamo solo la metà rivolta verso di noi, cioè un quarto della superficie lunare.

 

Fonte: “LUNARIO”, Mulino Don Chisciotte

Foto RETE

 

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