Origine dei nomi: MARIO

 

Mario (894.000)” M.

ALTERATI: Mariétto (50), Mariolino (100), Mariùccio (100).

È uno dei nomi di più alta frequenza – 4° per rango tra i maschili – diffuso in tutta l’Italia ma più raro nel Sud, fuorché in Sardegna dove è abbastanza comune (come pure il diminutivo Mariolino). È una ripresa prima classicheggiante, rinascimentale, dell’antico gentilizio romano Marius (dall’etrusco maru, titolo di un alto sacerdote o magistrato), noto soprattutto per il grande comandante militare e uomo politico Gaio Mario, di origini e tendenze popolari e avverso all’aristocratico Lucio Siila, morto nell’86 a.C., ripresa diventata dal primo Ottocento ideologica, libertaria e democratica, in quanto Gaio Mario venne considerato allora un difensore  dei diritti delle classi popolari, e della democrazia.

Gli alterati rappresentano in parte la trasposizione al maschile dei corrispondenti e molto più diffusi alterati femminili dì Maria, e cioè Marietta, Mariolina e Mariuccia.

Fonte: E. De Felice, NOMI D’ITALIA, Mondadori

 

Mario è nome d’origine etrusca — di significato non del tutto chiarito, forse legato a una carica sacerdotale — e non ha nulla a che spartire con Maria. Il che ci porta a notare quanti nomi appaiano strettamente legati ad altri simili senza esserne neppure lontani parenti.

Martina non è il diminutivo di Marta: questo è un nome orientale e significa ‘principessa’; quello è il femminile del latino Martinus, ossia ‘devoto al dio Marte’, cugino stretto semmai di Marco, che deriva di Marticus dopo la caduta della sillaba centrale non accentata. Eva è un altro nome ebraico reinterpretato già nella Bibbia come ‘madre dei viventi’, mentre Evelina è normanno e vale più o meno ‘ringraziamento’. Rosalia viene dal mondo germanico, da Rocelin; non ne conosciamo il significato, ma certamente non è un composto di Rosa più Lia. Simone deriva dal greco simos ‘che ha il naso camuso’, per indicare una caratteristica del volto, mentre Simeone è l’ebraico Shime’on, da shama ‘ascoltare’, con valore di ‘(Dio ha) ascoltato’, sottinteso ‘concedendoci un figlio’.

E il nome italiano più diffuso tra quelli adespoti, ossia privi di un santo patrono, Enzo, non è -come abbiamo appena visto — parente di Vincenzo.

Un nome come Mario ci dice, inoltre, che nel XXI secolo usiamo ancora i nomi ereditati dalle popolazioni che abitarono l’Italia prima dei Romani: Etruschi, Sabini, Umbri, Messapi. Nel Medioevo Mario scomparve, per riemergere in tempi di Umanesimo e Rinascimento. Ma ha dovuto attendere gli ultimi decenni dell’Ottocento per diventare un nome di moda (già, anche i nomi hanno le loro mode, ne parleremo distesamente più avanti). Se ne appropriò perfino un grande onomaturgo, un creatore di nomi come Gabriele D’Annunzio, che nel 1884 lo scelse per il suo primogenito, spiegando in una lettera all’amico Pepe: «Mi sarebbe parsa una posa mettergli un nome ricercato. Bellerofonte ti sarebbe piaciuto? O Draghignazzo o Zorobabele?».

È vero che tra Mario e Zorobabele esiste qualche, via di mezzo, ma tiriamo innanzi per dire che Mario ha conosciuto il massimo successo nella prima metà del Novecento. E nonostante l’elevata diffusione, non ha ancora subito un degrado semantico, ossia non è sceso lungo la scala sociale (vedremo poi di che cosa si tratta). Se non forse in America: si dice che George Bush padre, avversario dell’ex governatore dello Stato di New York Mario Cuomo (cognome tipicamente campano, da Cosimo), ebbe l’idea di chiamarlo spesso non «governatore» o «Cuomo», ma confidenzialmente «Mario», nome che in una certa America rievocherebbe lo stereotipo fortemente negativo dell’italoamericano un po’ cafone e un po’ mafioso.

In Italia – e non solo – invece il 2012 è stato l’anno dei Supermario: Monti, Draghi e Balotelli, E chissà che il successo internazionale di questi tre Mario italiani non riesca a rilanciare il nome verso i primi posti della Hit Parade onomastica.

Fonte: E. Caffarelli, DIMMI COME TI CHIAMI E TI DIRO’ PERCHE’, Laterza

 

Questa foto la devo a Mario Pasquale  Serra che scrive:

“Invio a Orsomarso Blues questa foto, fatta nell’occasione del matrimonio di Giovanni Serra. A sinistra mio zio Serra Nicola con la moglie Bloise Lidia, i figli Angiolina e Pasquale Sergio, mio nonno Serra Pasquale e mio padre Serra Mario Francesco.”

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