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La camiceria di Scalea, un’importante esperienza industriale

 

La camiceria di Scalea (I.C.M.) ha inciso profondamente nel tessuto sociale dell’Alto Tirreno. È stata un’esperienza industriale ed umana importante, che ha arricchito la professionalità di tante persone.

Ogni mattina, e per vent’anni, pullman stracolmi portavano a  Scalea operai da Orsomarso, Verbicaro, Santa Maria, Diamante, San Nicola, Praia, Papasidero, Santa Domenica T. … Qualcuno veniva anche da Sapri.

Costruito il capannone, la produzione iniziò nei primi anni Sessanta. Titolare Guido Colombo, un industriale romano, coadiuvato dalla moglie, la signora Gina.

L’organizzazione interna era nel classico stile tayloristico: magazzino materie prime, taglio, cucito, stiro, piega e confezione in busta, magazzino spedizione.

Quando la produzione raggiunse il massimo, gli operai erano circa 170/180. In genere erano ragazzi e ragazze dai sedici ai trent’anni. Solo da Orsomarso ne scendevano 30/35. Beneficiavano anche della mensa, che però offriva solo il primo.

Gli operai guadagnavano dalle 150 alle 300 lire l’ora. Per avere un’idea del valore di questa paga tenete conto che nel 1965 un quotidiano costava 50 lire come il biglietto del tram; un chilo di pane 170 lire e uno di pasta 250; un litro di benzina 120 lire e per una fiat 600 ci volevano 640.000 lire; un paio di scarpe 6.000 lire, un televisore 150.000; per andare da Scalea a Milano in treno ci volevano circa 7.000 lire…

C’erano due linee: una confezionava camicie, l’altra, che portava il marchio Sophia’s Style, abiti per bambine.

I modelli venivano da fuori, ma c’era un ufficio, diretto dal sig. Giorgini, che li elaborava secondo le esigenze interne.

Quasi tutta la produzione veniva assorbita dai Grandi Magazzini e  dall’Icam.

Vent’anni ha operato, poi la fine, tra gli anni Settanta e Ottanta. Non tutto però è andato perduto. Grazie a quella esperienza, sono sorti nel circondario tanti piccoli laboratori di confezione. Qualcuno è in vita ancora oggi.

 

Ringraziamenti a Francesco ed Emo per il tempo che mi hanno dedicato, e ringraziamenti anche a Luciano Granieri per questo video, che cerca di raccontare la vita della camiceria.

Saranno graditissimi le foto ed i ricordi di coloro che hanno lavorato nella camiceria, in modo da rendere più completa la memoria di quella esperienza. Potete spedirli con questa mail: orsomarsoblues1@tiscali.it .  Grazie

12 thoughts on “La camiceria di Scalea, un’importante esperienza industriale

  1. Vincenzo Giorgini

    Sono il figlio di Domenico Giorgini, non Giorgino, vi ringrazio per l’articolo è stato come fare un balzo indietro nel tempo di 50 anni. Se può esservi utile dovrei avere del materiale fotografico. Grazie ancora.

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  2. Elisa Salemme

    Sono Elisa ,vi siete dimenticati Santa Domenica Talao, anche io ho lavorato li erano bei tempi e conservo ancora un buon ricordo di tutti i colleghi del Sig. Giorgini e moglie .

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  3. Gerardo Maiolino di Scalea

    Articolo molto “stringato” bastava telefonare a Peppe Bruno a Scalea ..e poteva dare maggiori dettagli . Molto deluso delle notizie per chi come me. ha lavorato per l’avviamento di detta Camiceria dal 1965 al sett 1967.Un caro ricordo conservo dell’amico Giorgini, con cui collaborai proprio per l’avviamento della linea degli abitini..
    Saluti Gerardo Maiolino

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    • vincenzo Giorgini

      Sig Maiolino buonasera, sono Vincenzo Giorgini all’epoca Enzuccio, credo di ricordarmi di lei, all’epoca lei era sposato ed aveva un bambino poco più piccolo di me (io sono del 61) forse di nome Fabio. Sempre se ricordo bene, andò ad abitare in una delle prime villette sul promontorio antistante l’ Ajnella? Mi conferma? in ogni caso cari saluti.
      Vincenzo

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  4. Gerardo Maiolino

    Ho risposto all’amico Giorgini Vincenzo figlio del Caro amico Giorgini, ma non vedo pubblicata la mia mail e tantomeno ricevuto risposta.
    Grazie
    gerardo maiolino

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    • admin Post author

      Signor Maiolino,
      qui sono arrivati solo questo suo ultimo testo e quello del 24.09.2018. La sua risposta al sig. Giorgini non è arrivata. Provi ad inviarla di nuovo.
      I commenti non vengono pubblicati appena inviati; devono prima essere letti ed approvati dall’amministratore del sito, per evitare la pubblicazione di testi che non rispettino la deontologia di questo blog.
      Cordiali saluti

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  5. Gerardo Maiolino

    Gent.mo DIrettore,non avrei motivo per lamentare un fatto inesistente, cmq avevo risposto a Giorgini il giorno dell’arrivo della sua comunicazione.
    Trovo strano che la mia non sia arrivata xkè ho seguito la procedura come ho fatto prima.purtroppo nella mia posta nn ho copia.
    Rispondevo all’amico dicendo che mi confondeva con un’altra persona xkè non sono la persona indicata da lui.
    Io sono andato via dalla I:C:M nel sett 1967 per andare presso una Camiceria della Bassetti a Sora di Frosinone, Ma prima di andar via avevo collaborato col Padre sig. Domenico proprio per l’avvio della Linea abitini da Bambina. Lamentavo le poche informazioni date dall’articolista in oggetto avute da Emo e da un altro che hanno lavorato, quando io ero già via alla Camiceria.
    Chiedevo al signor Giorgini se mi faceva avere anche in PVT una foto del Padre che rivedrei con piacere inquanto lo ricordo vagamente.
    Ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di risposte.
    saluti gerardo maiolino

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    • admin Post author

      Come vede, sign. Maiolino, questa volta il suo testo è arrivato ed è stato subito pubblicato. Forse l’altra volta sarà saltato qualche passaggio.
      La ringrazio per questi suoi contributi. Aveva ragione lei nel definire stringato quell’articolo. Ma le notizie di cui si disponeva erano solo quelle. E, comunque, non si voleva fare la storia dell’ICM, bensì commentare una foto ed un video. Rinnovo i saluti più cordiali. P.S. Se avesse foto della camiceria ce le faccia avere, magari con un suo commento, valorizzando i suoi ricordi o quelli di qualche suo amico. Le potrà spedire con questa mail orsomarsoblues1@tiscali.it – Grazie

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    • Vincenzo Giorgini

      Sig Maiolino buonasera, sarò lieto di mandarle qualche foto di papà, mabdeve avere un po xi pazienza perché vivo a Milano e le coto di quel periodo le ho nella casa di Roseto, ma alla prima occasione le mando le quche scansione. Mi inoltri pure la sua mail. Cari saluti Vincenzo

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  6. Gerardo Maiolino

    Sig Giorgini la ringrazio in anticipo e le passo la mia mail : maioge@libero.it , ma alla nota sulla camiceria di prima, è doveroso aggiungere che con Suo Padre Domenico ed il sottoscritto c’era la Maestra gentilissima Signora Margherita Castiello che venne appositamente per seguire la linea di confezione, mentre Suo padre era il Modellista…io solo un coordinatore della produzione. saluti ed a presto rleggerLa.

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