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LEGGENDE – La Torre di Giuda a Scalea

Scalea – In primo piano la chiesa di san Nicola, sullo sfondo il faro ed i resti della Torre di Giuda

 

Le leggende riflettono la storia di un popolo ma soprattutto gli aspetti della vita della comunità. Per lungo tempo l’Italia Meridionale fu travagliata dalle incursioni Saracene; su questo triste periodo della nostra storia si conservano a Scalea due delicate leggende. Si racconta, che durante un’incursione dei Turchi, Dragut e i suoi uomini, sbarcati sulla spiaggia riuscirono a penetrare nel paese forzando la Porta della Marina: diedero fuoco alle abitazioni, saccheggiarono la Chiesa di San Nicola ed aprirono il Sarcofago di Ademaro Romano, rubando la spada del defunto ed una campana d’argento. La leggenda racconta che la nave sulla quale venne caricata la campana urtò gli scogli della “Giumenta” ed affondò con il suo carico. La campana d’argento, il 6 dicembre giorno di San Nicola, rimanda i suoi rintocchi dal fondo del mare: ma non tutti li possono sentire, perché essa testimonia un’ingiustizia, riescono a sentirli solo gli innamorati e i puri di cuore. L’altra leggenda è legata alle vicende di Amurat Rais il quale all’inizio del 1600 dopo aver saccheggiato la spiaggia di Aieta, approdò nei pressi di Scalea. Inviò a terra alcuni suoi uomini con il compito di raggiungere la Torre di Scalicella per corrompere il guardiano, il quale non avvertì il castello della presenza dei corsari , i quali attaccarono Scalea che colta impreparata fu presa. Scalea, dopo aver subito il saccheggio riuscì a respingere i Saraceni. Dopo la battaglia il guardiano traditore fu impiccato ad un albero. Da  allora, secondo la tradizione, la Torre di guardia della Scalicella fu detta “Torre di Giuda”.

Scalea – Faro ed i resti della Torre di Giuda

http://www.comune.scalea.cs.it/cms/guide/proloco/LE%20LEGGENDE.htm

Scalea da Nord è guadata dalla torre di guardia del castello, conosciuta come Torre di Giuda. All’inizio del sec. XVII il guardiano della torre di guardia non avvertì il castello della presenza dei corsari. I corsari attaccarono Scalea, che colta impreparata fu presa. Scalea, dopo aver subito il saccheggio riuscì, dopo aspra lotta, a respingere i saraceni.

La Torre di Giuda oggi

Dopo la battaglia il guardiano traditore , cercato e preso, fu impiccato ad un albero. Da allora la torre di guardia del castello fu detta Torre di Giuda.  Questa  però è la versione popolare. Gli storici danno altre spiegazioni sul nome della Torre. Alcuni sostengono che la torre fu detta di Giuda perché era vicino al  ghetto degli Ebrei. Infatti nei secoli scorsi le poche case che sorgevano all’inizio della piana della petrosa,  poco più in alto della torre, furono adibite ad olivi. Poi alla fine del secolo scorso, furono distrutte per far posto alla costruzione dell’attuale Faro. Le torri di guardia all’epoca , venivano erette per motivi di difesa. Dovevano ovviamente, rispondere a particolari esigenze. Dalla Torre doveva essere, cioè, facile l’avvistamento e la comunicazione  con il Castello. Anche la Torre di Giuda possedeva questi requisiti. Infatti dalla Torre si dominava la baia. Inoltre dal Castello si sentiva distintamente la voce di chi parlava vicino ad un muro della Torre. E dalla Torre si sentiva la voce di chi parlava dalla torre d’angolo nord del Castello

Testo tratto da “SCALEA a Scalìa” di M. Manco–G. Cupido

http://www.scalea.it/storia/giuda.htm

Foto RETE

 

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