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C’È MOLTO DA VEDERE, ANCHE DI NOTTE

 

L’essere umano è un “animale visivo”: la sua vista è più sviluppata dell’udito o dell’olfatto. Per una creatura originaria di steppe vaste e sconfinate è un tratto più che sensato, poiché lo sguardo, a differenza del suono o degli odori, si spinge per molti chilometri nel paesaggio: in questo modo era possibile scorgere per tempo i nemici, ma anche il nutrimento.

E poiché la vista panoramica è una caratteristica che la nostra specie ha nel sangue, abbiamo improntato il paesaggio a nostra misura. Dove anticamente le foreste buie bloccavano lo sguardo con i loro alberi, ora si estendono steppe sconfinate. I campi e i prati corrispondono al modello arcaico, e solo le diverse combinazioni delle specie di erba, frumento, mais od orzo si discostano dalla natura.

Anche i nostri giardini con i relativi prati riproducono questa nostalgia a livello di microcosmo, e non è una contraddizione che ne facciano parte siepi o palizzate usate come recinzioni, poiché di fatto non servono a bloccare il nostro sguardo, ma quello dei vicini, che dovrebbero captare il meno possibile della nostra vita privata.

L’occhio registra solo una limitata banda di onde elettromagnetiche, che noi chiamiamo “luce”. Ogni volta che diventa buio ci si accorge di quanto noi esseri umani siamo caratterizzati dal senso della vista. Con il crepuscolo svanisce dapprima la nostra capacità di vedere i colori («Di notte tutti i gatti sono bigi»). A partire da un’intensità luminosa di 0,1 lux non riusciamo più a vedere quasi niente: per un confronto, si pensi che in pieno sole l’intensità luminosa è pari a 100.000 lux. Quando cala il buio, l’unica cosa che manca è la luce, mentre tutti gli altri sensi non smettono di ricevere informazioni. Rumori,profumi, sensazioni tattili: il giardino continua a offrirci tutto questo anche di notte. E, benché non cambi nulla, il paesaggio notturno ci appare un mondo diverso. Se siamo soli e sentiamo un fruscio nei cespugli, spesso avvertiamo un leggero disagio: questo ci rivela quanto sia dominante il senso della vista, e quanto sia inquietante per noi che venga a mancare.

Tuttavia, anche quando vediamo abbastanza può essere troppo buio. Questo riguarda soprattutto gli interni delle nostre abitazioni in inverno.

Un segnale di allarme del tutto attendibile è quando le vostre piante da appartamento sviluppano germogli troppo lunghi e foglie giallastre. In questo caso, infatti, all’interno della vostra abitazione c’è una luce insufficiente, e questo si ripercuote anche sulla vostra salute.

Se la luminosità rimane a lungo al di sotto dei 2500 lux (l’intensità luminosa di un’uggiosa giornata invernale all’aperto), può subentrare la cosiddetta depressione invernale. E in una stanza male illuminata regna quasi un inverno perenne. Per prevenire le conseguenze, è bene assicurarsi che ci sia una sufficiente esposizione alla luce e, anche se il tempo non invita a farlo, uscire regolarmente all’aperto

Como Città dei balocchi 2017

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A proposito di illuminazione: poiché amiamo la luce, nelle zone abitate abbiamo trasformato la notte in giorno. Oltre a illuminare le nostre case, una pratica che in inverno è addirittura salutare, anche all’aperto c’è luce fino a notte fonda. In aggiunta al consumo di energia (solo in Germania da tre a quattro miliardi di kilowattore l’anno, in Italia ancora più alto) questa profusione di luce porta con sé anche altri problemi per l’ambiente. Infatti, l’illuminazione notturna, la luce artificiale, “inquina” l’aria. Lo potete verificare di persona: se il ciclo è sereno, dopo un breve periodo di adattamento per gli occhi, di notte è possibile vedere la Via Lattea. Solo in campagna, però, poiché in città c’è una costante cappa di gas di scarico e vapore. Questa nebbia artificiale viene illuminata dai lampioni e dalle insegne luminose, per cui le case sono sempre sovrastate da un continuo chiarore diffuso che inghiotte il flebile bagliore della Via Lattea e anche quello delle stelle più pallide. Se in campagna si riescono a vedere a occhio nudo quasi 3000 stelle, in città non si arriva a contarne 1000. Naturalmente questo non è un problema per l’ambiente: ci priva “soltanto” di una gioia speciale nel contatto con la natura.

Dalla prospettiva di  alcuni animali, però, i lampioni delle nostre strade e l’illuminazione dei nostri giardini costituiscono una minaccia per la vita. Le falene, per esempio, si orientano con l’aiuto dei corpi celesti: per navigare mantengono un certo angolo di volo rispetto alla Luna. Per la grande distanza dalla Terra, mentre l’insetto si muove la Luna sembra mantenere sempre lo stesso angolo rispetto alla traiettoria di volo, ed ecco che volare di notte è un gioco da ragazzi.

In teoria. Perché in realtà le nostre belle lampade luminose inviano ai piccoli piloti segnali altrettanto luminosi. E la grave differenza è che se la falena oltrepassa la luna artificiale, quest’ultima non le sta più davanti, ma dietro, perciò l’insetto ha impressione che la sua traiettoria non sia più diritta, ma curva. Cosi cambia direzione per volare di nuovo parallelamente alla “Luna”, e si perde sempre più in un’orbita intorno alla sorgente luminosa, finché finisce per schiantarsi contro la lampada.

E non se ne allontana più, perché stranamente la Luna è sempre alle sue spalle, non importa in che direzione l’insetto cerchi di volare. Se questo momento di confusione si protrae troppo a lungo, l’animale muore per lo sfinimento.

Qualche predatore ha già imparato ad approfittare di queste trappole: nelle calde notti estive, per esempio, si possono osservare pipistrelli che eseguono voli di pattugliamento da un lampione all’altro. Le falene e altri insetti volanti, che volano in cerchio intorno alle lampade, diventano facile preda.

Per questo motivo sarebbe meglio, se possibile, abbassare gli avvolgibili appena fuori diventa buio e in casa si accendono le luci. Mi è già capitato di osservare lo stesso dramma dei lampioni vicino alle finestre del soggiorno, con tanto di visita dei pipistrelli. Lo stesso vale per l’illuminazione permanente di un giardino: per romantica che possa essere, non sarebbe un buon compromesso lasciarla accesa solo per qualche ora? Dovrebbe bastare anche per l’illuminazione di sicurezza lungo i sentieri: in fondo quando tutti gli abitanti della casa dormono, il giardino può restare tranquillamente al buio. Da questo punto di vista le luci solari da esterno che restano in funzione tutta la notte non sono la scelta migliore.

In base agli studi di alcuni ricercatori inglesi dell’Università di Exeter, l’illuminazione notturna modifica la tipologia delle specie sul suolo all’interno del cono di luce dei riflettori, e lo fa in modo duraturo.

Come gli studiosi hanno constatato, anche di giorno in questi punti del giardino compaiono in massa piccoli predatori e animali necrofagi come ragni o isopodi. Quali siano le possibili conseguenze per l’ecosistema, è una domanda che richiede ulteriori indagini.

Lucciola

Se il giardino è buio, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio si può godere di uno spettacolo particolare: le lucciole. Si tratta di piccoli coleotteri che nella fase del corteggiamento emettono luce da uno o più segmenti addominali. Se i puntini luminosi sono sospesi in aria, si tratta dei maschi in volo per cercare le femmine, che invece producono luce restando a terra. Poiché queste ultime non sono in grado di volare, è possibile distinguere bene i due sessi anche di notte. Lo spettacolo di luci in Italia si deve principalmente a due specie: Lampyris e Luciola.

In tarda estate, dopo la mezzanotte si possono osservare esemplari di Phosphaenus hemipterus: a differenza delle specie precedenti, emettono solo brevi segnali luminosi nei cespugli o fra le foglie. Anche in questo caso è opportuno ridurre le sorgenti di luce artificiale del proprio giardino per non disturbare la ricerca del partner.

Da quando mi sono abituato ad accendere le luci esterne solo in caso di emergenza, le sorprese non finiscono mai. Per esempio una sera, portando fuori il mio cane, mentre percorrevo il vialetto di accesso ho sentito più volte un forte battito d’ali. Sopra di noi ho visto indistintamente un grosso uccello compiere voli in cerchio: in quel buio totale poteva essere solo un gufo. Nel mio studio ho consultato subito una guida ornitologica, e ho scoperto che nella stagione degli accoppiamenti il gufo comune vola sbattendo rumorosamente le ali.

Se uscirete più spesso nelle ore serali, presto anche voi vi accorgerete che in giardino ci sono molte più cose da scoprire di quanto abbiate finora immaginato.

Da L’OROLOGIO DELLA NATURA, DI Peter Wohlleben, Macro

Foto RETE

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