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LA TV

 

Era il 3 gennaio 1954 quando l’annunciatrice televisiva Fulvia Colombo diede avvio alle trasmissioni televisive regolari del Programma nazionale (l’attuale Rai 1).

Ad Orsomarso, invece, la tv cominciammo a vederla nel 1959, ma non per merito della Rai.

Fu un farmacista che, di suo, fece installare un ripetitore alla Simara, di fronte al paese, perché nella valle il segnale non arrivava. Per la corrente si provvide alla meglio con una “linea volante”, partendo dall’abitazione di Luigi Forestieri. Gli inconvenienti non mancavano. Spesso si doveva far ricorso ad Angelo Celentano per riparare i guasti … e bisognava trovare il compenso. Una colletta, di solito, procurava il necessario.

Le famiglie con televisori erano poche: Freni, Maradei, Laino … I ragazzi la sera sciamavano verso queste case: “Mi fate vedere la televisione”. In genere si era ricevuti. Le sedie però non bastavano e allora ci si acconciava per terra. Film, partite di calcio, Musichiere, Canzonissima erano i più richiesti.

I film, per lo più, erano western. Quando nel finale il bianco fregava l’indiano, si levava un urlo di godimento, per la vittoria dei “nostri”. La storia, dopo anni, cercò di fare giustizia, ridando agli indiani il maltolto.

Una svolta si ebbe nel 1960 quando la sezione del PCI si trasferì nei locali di Flora Capparelli, in Piazza. Allora la politica era risorsa. Molti la vivevano con altruismo e passione, impegnando le proprie energie e le magre disponibilità. I dirigenti decisero di dotare i locali di un televisore con gettoniera: 100 lire l’ora. C’erano da pagare l’affitto, la corrente… . In genere bastava la colletta. Ma moneta ne circolava poca. C’erano giornate in cui non si arrivava alle 100 lire. La ciambella di salvataggio l’offriva, spesso, un simpaticissimo vecchietto, Rocco Caminiti. Aveva fatto un dodici al Totocalcio e godeva di un certo “benessere”.

Uno dei programmi più seguiti fu Bonanza, una serie televisiva statunitense di genere western. Arrivò per la prima volta in Italia nel 1962. Anche qui c’era la lotta tra buoni e cattivi, con i buoni che sapevano sempre come incastrare i cattivi.

Con gli anni Sessanta anche ad Orsomarso arrivarono le briciole del boom economico, soprattutto grazie alle rimesse degli emigranti. Le case si dotarono di gabinetti, acqua corrente, cucine a gas… ed anche di tv.

La Storia stava voltando pagina.

 

Foto: Salvatore Stabile vicino all’antenna del ripetitore alla Simara

 

 

 

 

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