Un meridionale lo sa: per televisione e giornali il Sud è solo criminalità, corruzione, degrado.

Un meridionale lo sa: per televisione e giornali il Sud è criminalità, corruzione, degrado. È un racconto che sente da quando comincia a crescere ed a capire. Raramente ne sente raccontare la cultura, il costume, i lati virtuosi dell’economia.

Ora due studiosi, V. Cremonesini e S. Cristante, con il volume LA PARTE CATTIVA DELL’ITALIA – SUD, MEDIA E IMMAGINARIO COLLETTIVO, Mimesis (del quale se ne consiglia la lettura), documentano questo malcostume dei media nostrani, che spesso assume forme di vero e proprio razzismo.

Ecco qualche pagina che mostra il lavoro maldestro fatto a danno del Sud dal TG1 delle 20 nel trentennio 1980 -2010.

È un lavoro sporco che ancora continua su tutti i canali Rai. Nelle televisioni private, che hanno tutte sedi al Nord, il malcostume assume forme ancora più rozze.

II primo punto che intendiamo prendere in considerazione è decisamente quantitativo. La domanda da cui siamo partiti è “quanto spazio” il Tg1 delle ore 20 – il più popolare e seguito telegiornale italiano – abbia dedicato ad argomenti ed eventi relativi al Sud. Il primo grafico che presentiamo attraversa tutto il trentennio 1980-2010 (pur con le precisazioni già fatte sulla suddivisione “a lustri” del periodo 1980-2000).

Su un totale di 1.844 servizi televisivi esaminati,(2) il 9% è riconducibile al Sud (166),(3) mentre il restante 91% (1678) di Sud non tratta (Figura 1).

La percentuale non cambia affatto prendendo in considerazione il solo periodo 2000-2010 (1.583 servizi esaminati): in questo caso (Figura 2} i servizi riferiti al Sud sono 150 (9%). I restanti 1 .433 (91%) non hanno riferimenti al Sud.

Una precisazione ulteriore deriva dalla presenza dei servizi “fuori sommario”, che sono considerati di minore importanza e sono assenti dai titoli di testa del tg. Nel periodo 2000-2010, oltre ai già menzionati 150 servizi dedicati al Sud presenti in sommario, sono presenti anche 160 servizi “fuori sommario”. Si tratta per lo più di notizie brevi o brevissime, quasi sempre di cronaca, il cui uso prevale nei tg più recenti rispetto a quelli del passato e che spesso funzionano come riempitivo del telegiornale. Ne presentiamo l’andamento 2000-2010 nella Figura 3,

tenendo presente che l’aumento progressivo di questo genere di servizi sembra in linea con la prospettiva di fornire un maggior numero di notizie ai telespettatori, modificando in parte la costruzione stessa dei telegiornali così come si era venuta a determinare nei decenni passati. Ribadiamo comunque che si tratta di servizi molto brevi, e che dunque non presentano approfondimenti giornalistici. Per lo più si tratta di nude notizie di cronaca.

Una seconda visione prende in esame l’unità di misura “edizione completa del tg” in luogo del “singolo servizio”. In questo caso (Figura 4) siamo di fronte a queste cifre: nel trentennio 1980-2010 su un totale di 418 edizioni del Tgl, 128 edizioni (31 %) menzionano il Sud,4 mentre 290 edizioni non lo fanno (69%).

Anche in questo caso non vi è un significativo spostamento prendendo in esame le edizioni analizzate nel periodo 2000-2010: su un totale di 339 edizioni, 133 (33%) menzionano il Sud mentre 226 (67%) non lo fanno(Figura 5).

Possiamo dunque ricapitolare quanto fin qui illustrato: il Sud appare come riferimento di servizi significativi (in sommario) meno di una volta ogni dieci servizi, e di Sud si tratta – in una maniera significativa – poco più di tre volte ogni dieci edizioni (cioè ogni dieci interi tg).

Sono cifre che indicano – anche solo intuitivamente – una mancanza di centralità del Sud nella notiziabilità stabilità dal Tg1.

Fonte: LA PARTE CATTIVA DELL’ITALIA – SUD, MEDIA E IMMAGINARIO COLLETTIVO, di V. Cremonesini e S. Cristante – Mimesis

Foto RETE

NOTE

2. Si tratta di servizi presenti in sommano, considerati di maggiore importanza dalla redazione del Tgl, tanto che ne viene annunciata la presenza in apertura di telegiornale dall’anchor-man. L’annuncio viene poi ripetuto al momento della inessa in onda del servizio.

3. Con l’espressione “riconducibili al Sud” intendiamo un esplicito riferimento al luogo (paese, città, provincia, regione, Meridione nel suo complesso) dove si è svolto il fatto/evento cui si riferisce un singolo servizio ovvero la determinazione di un soggetto obbligatoriamente riconducibile al Sud (camorra, mafia siciliana, cinema meridionale, canzone napoletana, eccetera).

4. Il significato dell’espressione “menzionare” risiede nel tatto che il Sud sia presente ali’interno di (almeno) un servizio di una determinata edizione del Tgl, e quindi valgono le affermazioni già contenute nella nota 2.

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