PARMARIJE – Cristo e la giustizia

Jacobello del Fiore, La Giustizia in trono, Trittico della Giustizia


Quando Gesù Cristo venne in questo mondaccio di guai, portò con sé la giustizia per mettere la concordia e togliere le liti fra le genti. Ora questa giustizia era una Santa che non aveva riguardi per nessuno ma tirava diritto e non stava a guardare se quello aveva denaro a palate e l’altro le budella vuote come le mie tasche. Ascoltava tutti: i poveri con l’orecchio sinistro, che è l’orecchio del cuore, e i ricchi con l’orecchio destro che è l’orecchio della mente. Ma questa Santuzza quando non dava udienza stava in una torre di bronzo, chiusa con sette catenacci, né c’era chiave che potesse aprirla.

I diavoli, vedendo che, da quando la giustizia era venuta al mondo, di anime in inferno non ne piovevano più, tennero consiglio fra di loro, e consegnarono una chiave d’oro per aprire quei sette catenacci. Poi si recarono presso gli Scribi e i Farisei, consegnarono loro la chiave e dissero:

«Ora sta a voialtri se la Giustizia d’ora in avanti si dovrà chiamare Ingiustizia».

Gli Scribi e i Farisei in quella stessa notte aprono i sette catenacci, entrano nella torre e trovano la Giustizia che dormiva profondamente. Uno di loro, credo fosse il capo, prende un grosso chiodo e glielo conficca nell’orecchio sinistro. La povera Giustizia diventò sorda come una campana da quest’orecchio, e d’allora in poi non potè più ascoltare le ragioni dei poveri e la diede sempre vinta ai ricchi, perché sentiva solo da un orecchio».

La presenza di Cristo nel mondo dei valori è per una dimensione assoluta, radicale.

Il capovolgimento dei valori segna la negazione di Cristo, il suo fallimento storico; ma proprio perciò la possibilità di un riscatto umano e sociale resta legata alla contraddizione della sua figura e della sua presenza nella cultura contadina meridionale. Può aprirsi, cioè, una nuova stagione di inventività popolare, che neghi la negazione e si realizzi come liberazione di Cristo e degli uomini.

Fonte: UN VILLAGGIO NELLA MEMORIA, di L.M.Lombardi Satriani e M. Meligrana – Gangemi

Foto RETE

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