COGNOMI – L’etimologia, ossia che cosa significa(va)no

Calzolaio

Va da sé che alcuni cognomi sono trasparenti e indicano qualcosa che ci è molto familiare. Nessun dubbio sugli avi delle famiglie Ferrari e Fabbri, Pastore, Cacciatori e Pescatore, Pomari e Molinari, Fornaciari e Macellari. Ma neppure qui le cose sono così semplici. Prendiamo il caso di Macellari, forma corrispondente al toscano e poi italiano Macellai. Toscano, appunto: e altrove?

Anche in onomastica, come nel lessico, siamo di fronte a un gran numero di geosinonimi: parole differenti che in luoghi diversi esprimono lo stesso concetto. I cognomi sono come un grande dizionario aperto dei dialetti italiani e degli adattamenti di prestiti accolti da lingue straniere. Ecco dunque i settentrionali Beccari, Beccaria, Beccaris (piemontese), Beccaro (veneto) con Beccarelli e il laziale Beccarmi (Beccai è toscano); i calabresi Pancari e Pancaro; ancora nel Nord-Est Carner/Camera/Carneri con Camera piemontese: in Sicilia Bucceri con le varianti calabrese Buccieri e campane Bucdero e Uedera. Tutti discedenti di macellai.

Un altro esempio riguarda i nomi indicanti il mestiere di falegname/taglialegna. Possiamo distinguere, oltre ai rari e toscani Falegnami e Legnatoli, Legnaro in Veneto, Tagliaboschi nel Lazio, nel Sud Carpentiere/-i, Carpenteria, Carpinteri e Carpintieri; poi l’abruzzese Mastrodascia, i liguri Bancalari e Bancallari con il toscano Bancalà. E nel Nord-Est Marangon/-one/-oni.

Un panorama ricchissimo è quello legato alla fabbricazione di calzature. Dalla base calza si hanno Calzolai (toscano), Calzolari (emiliano), Calzolaro (pugliese); dal latino caligarius discendono: i pansettentrionali Callegari e Callegaris, Callegarini, Cagliàri, Callieri (anche nel Centro); i piemontesi Calligari, (pure a Trieste) e Caligaris, Caligara, Calleri (anche in Sicilia), Calliero, Cagliero e Caglieris; in Liguria Callero; in Lombardia Calegari e Caligari, Callerio; in Veneto Calegaro e Callegaro e Callegarin, Calgaro; in Friuli-Venezia Giulia Calligaro e Calligaris; nel Trentino-Alto Adige Calliari.

Dalla base  scarpa si hanno Scarpari nel Nord e Scarparo in Veneto. Da ciabatta e simili, il toscano Ciabattini, il marchigiano Ciavattino, i piemontesi Zavattaro, Zavattero e Zavatteri (questo anche veneto, come Zavattiero), il siciliano Savatteri. Inoltre possono indicare il mestiere anche cognomi quali Scarpa, Ciabatta, Ciavattella e Ciavattone, Zavatta e Zavattini.

L’importanza della distribuzione geografica di un cognome è fuori discussione. Talvolta grazie a questo dato si chiarisce se un cognome è straniero o italiano. Domingo coincide col nome di battesimo spagnolo, ma presenta fenomeni fonetici tipici del vocalismo e del consonantismo dell’Italia settentrionale a partire da Domenico. Da noi, la sua diffusione limitata al Trapanese (Erice, Castellammare del Golfo, il capoluogo, Marsala) suggerisce che si tratta di un cognome d’origine castigliana.

La diffusione areale può anche chiarire dove si tratta di cognome d’origine straniera e dove no: il veneto Salvador, con la -t- che diventa -d- e la vocale finale che cade, segue la fonetica tipica della regione; ma fattori storici e linguistici impediscono di pensare che i Salvador siciliani abbiano quella stessa origine. E poiché l’isola è ricchissima di cognomi ispanici, possiamo dedurne che qui il nome di famiglia sia stato portato dagli spagnoli. Lo stesso vale per Fighera che in Veneto – è prevalentemente trevigiano – sarà d’origine italiana, mentre nelle più rare presenze pugliesi e siciliane potrebbe essere l’adattamento dello spagnolo Figuera.

Da DIMMI COME TI CHIAMI E TI DIRO’ PERCHE’, di Enzo Caffarelli – Laterza

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