Da dove viene il nome di aprile?

Aprile è la traduzione del latino Aprilis che secondo Marco Fulvio Nobiliore, console nel 198 a. C., e Marco Giunio Graccano deriverebbe dal greco Aphrodite.

«Ma di questo nome» obiettava Marco Terenzio Varrone «io non ho trovato traccia in nessuna opera antica e ritengo che sia chiamato aprile perché la primavera aperit, fa sbocciare tutte le cose» .

Macrobio Teodosio, condividendo la tesi di Varrone, scriveva: «Romolo chiamò il secondo mese aprile, secondo alcuni per dire con aspirazione afrile, facendolo derivare da aphrós, spuma, dalla quale si ritiene sia nata Venere. Si pensa che il criterio seguito da Romolo sia stato di chiamare il primo mese con il nome del padre Marte, il secondo con quello della madre di Enea, Venere: dovevano stare all’inizio dell’anno soprattutto coloro che avevano dato origine al popolo romano; infatti anche oggi nelle cerimonie sacre invochiamo Marte padre e Venere genitrice. Secondo altri Romolo, nell’ordinare i primi mesi, fu guidato da più profonda saggezza o dalla provvidenza di un dio: dopo aver dedicato il primo a Marte, il dio per lo più uccisore di uomini, come dice Omero, […] dedicò il secondo mese a Venere perché lenisse benefica la violenza di quello. [. . .] Cingio però nella sua opera sui Fasti ritiene infondata l’opinione che gli antichi abbiano derivato da Venere il nome di aprile, poiché durante questo mese non risulta istituito dai nostri antenati nessun giorno festivo né sacrificio solenne a Venere; neppure nei carmi dei Salii viene celebrata alcuna lode a Venere, come invece accade per gli altri celesti. Anche Vairone è d’accordo con Cingio e sostiene che nel periodo regio il nome di Venere era sconosciuto ai Romani, sia in greco che in latino, e quindi il mese non poté prendere il nome da Venere. Si considerino piuttosto le condizioni climatiche che per lo più precedono l’equinozio di primavera: brutto tempo, ciclo coperto, non solo, ma anche il mare è chiuso alla navigazione, la terra stessa è ricoperta di acqua o di ghiaccio o di neve, e tutto si apre con la primavera, dagli alberi agli altri prodotti della terra che germogliano.

Ben a ragione si deve credere che da tutto ciò sia derivato aprile, ovvero «mese di apertura». Analogamente ad Atene lo stesso mese si chiama anthesterión («dei fiori») perché tutto fiorisce in quel periodo».

Non tutti gli studiosi latini condividevano questa ipotesi interpretativa che oggi tuttavia si tende a ritenere fondata, nel senso che aprilis deriverebbe dall’etrusco apru, che a sua volta sarebbe la traduzione del greco Aphró, diminutivo di Aphrodite.

Fonte: LUNARIO,  Di A. Cattabiani – Mondadori

Un bel libro, si legge con diletto.

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