Il territorio di lingua greca in Calabria

Gallicianò

L’ isola alloglotta dell’Aspromonte meridionale è divenuta oggetto di ricerche linguistiche sin dal primo ventennio del secolo scorso, dopo che un giovane studioso tedesco, Carl Witte, «scoprì» l’ esistenza di «una popolazione greca, composta esclusivamente di pastori e contadini, stanziata in una dozzina di villaggi nelle vallate meridionali dell’ Aspromonte, ove essa viveva in uno stadio di civiltà affatto primitiva» (Rohlfs 1974: 21-22). Questi dodici villaggi greci erano: Bova, Montebello, Roccaforte, Condofuri, Gallicianò, Roghudi, Chorio di Roghudi, Amendolea, Campo di Amendolea, S. Pantaleone, Chorio e Cardeto.

Ma già nel secolo ΧIII il greco era la lingua di una maggioranza del popolo in tutta la Calabria a Sud di Nicastro e Catanzaro. Agli arbori del secolo XIV comincia il suo declino, processo che precede ormai rapidamente (Rohlfs 1972: 260-61). Due secoli più tardi la lingua greca rimane in piena vitalità nell’ intera zona dell’Aspromonte, arrivando quasi alle porte di Palmi e alle porte di Reggio. Col passare del tempo il territorio di lingua greca diminuisce notevolmente e verso la fine del secolo scorso esso si riduce alla valle dell’Amendolea e alla zona fra Cardeto e Montebello. Nel primo ventennio di questo secolo la lingua greca viene parlata in sette paesi: Bova, Roccaforte, Condofuri, Gallicianò, Roghudi, Chorio di Roghudi e Amendolea. Già nel 1974 il Rohlfs afferma la scomparsa del greco come lingua viva nei paesi di Bova, Condofuri, Roccaforte e  Amendolea.

Essa, invece, viene ancora parlata nei paesi più isolati di Gallicianò, Roghudi, Chorio di Roghudi. Anche a Bova Superiore la lingua greca è parlata ancora oggi dalla gente più anziana nonché dai pochissimi abitanti della contrada Cavaddi. Nei primi anni settanta le calamità naturali hanno diminuito ancora di più il territorio grecofono: le popolazioni di Roghudi e di Chorio di Roghudi sono state costrette a sfollare in seguito alle alluvioni degli anni 1971 e 1972. Dispersi per parecchi anni lungo la fascia ionica tra Melito Porto Salvo, Bova Marina e Reggio Calabria, gli abitanti di Roghudi sono stati insediati appena due anni fa circa nel nuovo abitato di Roghudi Nuovo, costruito nelle vicinanze di Melito Porto Salvo. II paese vecchio è abitato da poche famiglie di anziani che vi sono rientrati abusivamente qualche settimana dopo l’ evacuazione del paese. Anche la maggior parte degli abitanti di Chorio di Roghudi era rientrata nel paese vecchio. Qualche parlante l’idioma greco, discendente da Roghudi e da Bova Superiore c’ è anche a Bova Marina, ma la maggioranza della popolazione di questa cittadina non conosce il grecanico.

Di Christina Petropoulou

Fonte: https://www.academia.edu/34660956/Lingua_e_dialetto_nella_Grec%C3%ACa_calabrese_aspetti_linguistici_e_culturali.pdf

Foto RETE

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