Cinquanta

Da Torino insegnavano a fare una radio per

corrispondenza,

il droghiere vendeva i fagioli nei sacchi, le olive nel

cartoccio.

Le scarpe era peccato di sciuparle, di giocarci a pallone,

meglio scalzi. Le persone gridavano anche da vicino.

Le polpette al sugo una volta a settimana,

l’olio di fegato di merluzzo curava tutto.

Il sole arrivava di pomeriggio, il cielo era un ospizio di

santi,

il mare una passeggiata di domenica.

Nessuno diceva: non ho parole. Col dialetto le teneva

tutte.

Tutto era napoletano, pure le carte da gioco.

I soldati no, erano americani.

I denti caduti non ritornavano,

il freddo ammazzava gli anziani, febbraio era il nome

di una epidemia.

Tra quelli che sapevo, nessuno mancava, non c’erano

i morti.

La cosa più bella da vedere era una nave,

la più preziosa era una libreria.

ERRI DE LUCA

Foto RETE

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