MONTAGNE

Tempo fa scendevo da Scorpari. Il tempo era buono e mi fermai alla Simara. Mi sistemai su uno sperone di roccia e buttai l’occhio attorno: ogni angolo custodiva ricordi, volti, scampoli di vita.  Incastrato nella valle il paese, a destra la Serra, poi la Mira, Gaccale sovrastato dalla Limmita, la Ficara culminante con Lanziciddo, Carrola, a Vadda,  u Mitisciuno, Minzinaro, Sant’Angilo …

Tutte montagne!

Mi venne da pensare ai tanti che consumarono la vita cercando di spremere da queste terre il necessario. Fui sommerso da sgomento. Cosa potevano dare queste valli anguste e scoscese?  Fatiche, miseria e il desiderio di scappare lontano!

È vero, fino ai primi del Novecento il bosco era rigoglioso. Ma solo per qualche decennio fu risorsa la Segheria, gestita dall’Argentino, che richiamò lavoratori anche da lontano. Poi furono valigie e partenze, lacerazioni e sofferenze: America, Francia, Germania, Svizzera… e poi il Nord. Il paese si svuotò.  Su alcuni usci cominciò a crescere l’erba. Oggi, malgrado siano passati tanti anni, molte case raccontano lunghi abbandoni e memorie di un mondo che non c’è più.

One thought on “MONTAGNE

  1. Patrizia Buzzi

    È bellissimo rileggere i nomi dei luoghi conosciuti e visitati grazie a mio padre,che in quelle montagne ha trascorso gli anni più belli. Lasciandoci il cuore e un po’ di gambe

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