Orsomarso Bluesorsomarsoblues1@tiscali.it

E’ finito il giorno

  E’ finito il giorno e sulla terra scendono le ombre della notte: andiamo al fiume a riempire l’anfora. Il

TERRA MIA.

  Ma perché dovremmo ancora gridare la nostra amara sorte se non ci ascolta nessuno? Anche i tuoi figli poeti,

Foglie

  Quanti se ne sono andati… Quanti. Che cosa resta. Nemmeno il soffio. Nemmeno il graffio di rancore o il

U gaddu ri Zi’ Pascali

  Zi Pascale avia nu gaddu chi java pi miminata… nu jera r’allevamentu ma jera ra cuvata. Rui Natali ‘avia

DONNE PARTIGIANE

  Sono sempre con noi fra il sussurrare delle foglie, lo scalpiccio dello sterrato, il frusciare dell’erba, nel battito dell’attesa,

L’albero avea un cartello

  L’albero avea un cartello che solo gli uccelli potean decifrare: “S’affittan rami per nidificare” dicea la scritta che un

Marzo

  Marzo: nu poco chiove e n’ato ppoco stracqua torna a chiòvere, schiove; ride ‘o sole cu ll’acqua. Mo nu

A primavera

  A primavera, quando l’acqua fluviale irrora i campi e il sacro giardino delle vergini, è tutto un fiorir di

AGAVE

  Non sono utile né bella, non ho colori lieti né profumi; le mie radici rodono il cemento, e le

Beati i normali, quegli esseri strani.

  Quelli che non ebbero una madre pazza, un padre ubriacone, un figlio delinquente, Una casa in nessun posto, una

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