AL CARDINALE piace Monti, quello che ha bastonato pensionati ed operai, ma ha protetto i banchieri

Questa volta, a notizia ancora in corsa, il cardinale presidente della Cei, Angelo Bagnasco, è intervenuto subito, sul Corriere della Sera, cioè sul giornale della conservazione per vocazione, per dire che il ritorno di Berlusconi sarebbe un buttare in vacca i sacrifici degli Italiani. Il Cardinale non ha usato questo linguaggio forbito e liturgico. Non ha nemmeno nominato Berlusconi, come per Iddio onnipotente di cui, come prescrive il comandamento «non si deve nominare invano». Parlando in clericalese hard ha detto:

«Non si possono mandare in malora (sic! Oibòh!) i sacrifici di un anno. Ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilità di chi pensa a sistemarsi mentre la casa brucia. Il problema era mettere in sicurezza l’Italia in una crisi di sistema a lungo sottovalutata e di fronte a una classe politica incapace di riforme effettive. Il governo tecnico ha messo al riparo da capitolazioni umilianti e altamente rischiose. Bisogna continuare a concentrarsi sui problemi prioritari dell’economia, sul modo di affrontare la drammatica questione del lavoro e sulla lotta alla corruzione; sarebbe un errore non avvalersi di chi, come il premier Mario Monti, ha contribuito in modo rigoroso e competente alla credibilità del nostro Paese».

Ha detto proprio «in malora»! Roba da discoteca hard! Ha citato Monti che vorrebbe al posto di timoniere sicuro e fidato, ma non ha mai citato Berlusconi. In dieci anni, lo ha citato solo una volta: quando prese in faccia il piccolo duomo di Milano per fargli gli auguri di pronta guarigione, invece di rammaricarsi con la Madonnina di non essere stata più decisa. Nemmeno adesso che lo hanno scaricato, riesce a chiamarlo per nome e mandarlo a quel paese. Nessuna parola di autocritica per chiedere scusa agli Italiani di averlo sostenuto e di essere corresponsabili del disastro perché la gerarchia vaticana e la Cei sono stati un pilastro portante della resistenza e della delinquenza che colui incarnava.

Il cardinale auspica Monti, ma non si accorge che così egli sceglie la Confindustria, la politica del rigore per i poveri e la politica economica lassista per i ricchi, schierandosi dalla parte di chi ha oppresso coloro che hanno fatto sacrifici veri, a fianco di chi ha scialato e continuato ad evadere, depredando le pensioni, il lavoro, i disoccupati e i precari.

Il fatto che i vescovi si schierino dalla parte di Monti, senza fare una grinza, senza una mini critica che sia anche un leggero buffetto, la dice lunga e la dice chiara. I vescovi stanno organizzando il fatidico centro con Riccardi (Sant’Egidio) e Montezuma (Signore, pietà!, pietà! pietà!) e Casini (se vuole accodarsi ben venga, ma non è più il figlio primogenito); chiudono la processione Fini e forse anche Rutelli. Un mix da sballo stratosferico: l’assassino di un popolo (Monti), un complice antelitteram di Berlusconi (Montezuma, ex presidente Confindustria e tante altre cosucce), due complici e compagnucci di merende di Berlusconi (Casini e Fini che hanno governato con lui, pancia al sole), e uno che non conta una beata cicoria (Rutelli). Resta Riccardi, sempre pronto ad ubbidir tacendo, che non merita nemmeno di essere nominato.

Intanto Grillo, nonostante i suoi problemi di democrazia interna e il suo delirio di onnipotenza ormai incontenibile e come Crono/Saturno mangia i suoi stessi figli nel timore che lo possano insediare sul suo trono. Tutto doveva avvenire in rete, ma le «parlamentarie» sono state un flop e ora per raccogliere le firme, è costretto ad uscire allo scoperto e ad andare sulle piazze. Beppe chiede aiuto a tutti, salvo poi prenderli a calci nel sedere se solo si permettono di criticarlo anche solo col pensiero. Il suo movimento più ideale che reale, nonostante tutto, si lecca le mani, i gomiti e gli stipiti delle porte. Tutti stanno lavorando gratis per il Movimento 5Stelle che è migliore del suo ideatore. Il Movimento ringrazia sentitamente e invita i partiti ad andare avanti così che vanno benissimo.

don Paolo Farinella

Da repubblica.it/micromega-online

Foto decoderonline.it

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