Metà degli elettori di Renzi non voterà il centrosinistra –

Primarie archiviate, sconfitta registrata e dichiarata. Ma ora la domanda che da più parti ci si pone è: che fine faranno i voti di Matteo Renzi? Che destino avranno? Resteranno dalle parti del centrosinistra, confermeranno o meno? Perché il sindaco di Firenze – il dato è sottolineato da più parti – ha portato al voto, prima il 25 novembre per il primo turno, poi (con il dovuto cambio di bacino e flussi) il 2 dicembre in occasione del ballottaggio con Pier Luigi Bersani – i meno appassionati, e coloro che mai prima d’ora avevano espresso la loro preferenza per il Partito democratico o per i suoi colleghi d’area. Alla spinosa questione risponde oggi La Stampa, con numeri che potrebbero preoccupare il Nazareno: meno di un elettore renziano su due alle primarie voterà il centrosinistra alle politiche del 2013. Sono i dati del gruppo di ricerca sulle primarie guidato dai professori Luciano Fasano e Fulvio Venturino per conto della Sisp, Società Italiana di Scienza Politica, secondo i quali il 49% di chi ha scelto Matteo Renzi domenica scorsa contro il segretario del Pd, anche alle politiche voterà per il centrosinistra. Si tratta di mezzo milione di persone. Ma più della metà degli elettori del rottamatore, il 51%, «resta sospeso», spiega La Stampa. E diviso così: il 35% di quegli elettori sospesi deciderà solo all’ultimo momento chi votare nel segreto dell’urna. Attento a quel che dice e fa l’ormai impalmato candidato premier del centrosinistra, ma non immune a schieramenti avversi. Il 4% non andrà a votare, mentre il 12% voterà direttamente per un’altra coalizione. Si ripropone insomma, in scala nazionale, quello che era successo a Firenze con le primarie comunali del 2009. Gli elettori del rottamatore e quelli del leader Pd, secondo il gruppo di ricerca, non sono poi così differenti per età, genere e livello di istruzione. «I sostenitori di Renzi mostrano scarsa fedeltà alla coalizione di centrosinistra», mette nero su bianco il professor Luciano Fasano sul quotidiano diretto da Mario Calabresi. Ed è interessante notare che se oggi stessimo raccontando un’altra storia, con Bersani sconfitto e Renzi candidato premier, due elettori bersaniani su tre avrebbero comunque votato il centrosinistra. L’elettorato del rottamatore viene quindi definito «volatile» e dalla propensione per il centrosinistra non scontata.

Angela Gennaro

Da pubblico.it

Foto: it.ibtimes.com

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