IL FALO’

Il falò di San Giuseppe

Un falò è un grande fuoco controllato effettuato all’aperto

Celebrazioni religiose

Il falò è parte di un rituale di purificazione e di consacrazione. In molte regioni dell’Europa continentale, falò sono fatti tradizionalmente il 24 giugno, che è, per i cattolici, la solennità di San Giovanni Battista, ma anche il sabato notte prima di Pasqua. Il rito è tuttavia antico e in origine era un rito pagano celebrazione del solstizio d’estate e quindi celebrato come “mezza estate” in data 21 giugno.

Nel Nord-Est Italia, dei falò di inizio anno sono effettuati per l’Epifania (6 gennaio). Sulla cima del falò è collocata una strega di paglia vestita con abiti vecchi. La tradizione ha probabilmente origini pre-cristiane e simboleggia l’anno vecchio che è bruciato e che quindi è pronto per nascere nuovamente.

Nel Nord-Ovest nel territorio delle Quattro province e specie in Val Trebbia si festeggia ancora oggi con la Festa di San Giuseppe (19 marzo) il rito serale del Falò, che segna il passaggio dall’inverno alla primavera. Con il falò viene anche bruciato un fantoccio, la “vecchia”, che simboleggia l’inverno. Il rito risale all’antico popolo dei Liguri, in occasione del particolare momento astronomico dell’equinozio, poi la tradizione pagana si fuse con quella cristiana celtico-irlandese dei monaci di San Colombano, giunti in epoca longobarda. Un tempo in tutte le vallate ardevano migliaia di falò, che infiammavano di un tenue rossore le serate della zona. Oggigiorno. i falò ardono ancora nei centri comunali con piccole sagre e canti. A Bobbio la festa è una tradizione millenaria[3], infatti furono i monaci irlandesi dell’Abbazia di San Colombano, fondata nel 614, a coniugare il rito pagano con quello cristiano (luce che sconfigge le tenebre).

Nel territorio circostante Milano i falò si accendono in prossimità del 17 gennaio, ricorrenza di S. Antonio abate, da cui la festa prende il nome popolare di “Falò di S. Antonio”. Il fuoco costituisce uno degli attributi iconografici legati alla figura di S. Antonio, al punto che ad alcune patologie caratterizzate da esantemi cutanei viene dato ancora oggi il nome “Fuoco di S. Antonio”. La tradizione dei falò è tuttora viva persino in alcuni parchi pubblici di Milano: nel Parco delle Cave e nel Boscoincittà si accompagna abitualmente a canti popolari, danze e alla degustazione di vin brulé. Da secoli, presso Linterno[4] e numerose altre cascine[5] dell’ovest milanese, fa parte della tradizione il trarre auspici dal movimento della “barba” del santo, ovvero dalla fine sospensione di materiale incandescente che i contadini producono smuovendo con forche da fieno la brace del falò quando la fiamma viva del materiale combustibile si è spenta.

Allestimento di un falò

In Sardegna è conosciuto a livello provinciale e regionale il falò che si celebra per i festeggiamenti di Santa Reparata a Narbolia. Il giorno prima della ricorrenza del martirio (8 ottobre) quindi il 7 ottobre nel paese si accende un grande falò che è stato precedentemente portato dai giovani del paese. La ricorrenza si chiama “Su Cavalloi”. Infatti sono i giovani che recandosi in territorio di Narbolia a Is Arenas prendono la legna. Si parte alle 6 della mattina e si ritorna alle 6 in paese. Solitamente sono 3 o 4 trattori pieno di legna con i giovani ubriachi sopra. È una delle ricorrenze più caratteristiche dell’intera provincia di Oristano.

Nel Salento i falò sono denominati focare e avvengono in quasi tutti i paesi in coincidenza con la festa di Sant’Antonio Abate a gennaio, per la costruzione si usano gli scarti della potatura della vigna, il più famoso (per dimensioni) è quello di Novoli.

 

Si mangia e si beve attorno ad un falò

In Garfagnana, più precisamente nel comune di Minucciano (Lucca), i falò vengono accesi la sera di Natale (ore 18:00, momento in cui le campane suonano l'”Ave Maria”). Da ricollegarsi probabilmente alla festa della luce di età romana, oggi ha lo scopo di scaldare la venuta del Signore nella fredda notte di Natale. I falò alti anche oltre 12 metri, costruiti intrecciando rami di ginepro a un palo di castagno, sono prevalentemente eretti in punti molto alti a dominare le vallate circostanti.

In Sicilia occidentale, e a Seccagrande, località marina del comune di Ribera (Agrigento), vengono accesi nella notte di Ferragosto (tra il 14 ed il 15 agosto)come del resto nei pressi di Pachino in provincia di Siracusa, qui la tradizione si ripete anche la notte del 10 agosto, quando centinaia di fuochi si concentrano in riva al mare, creando uno spettacolo animato da musica, danze e piatti tipici locali.

In Abruzzo vi è la Festa delle Farchie nel comune di Fara Filiorum Petri in cui si bruciano dei grossi fasci di canne legati con rami di salice rosso.

In Campania, nel comune di Gesualdo (AV), i falò, detti “vambalerie”, vengono accesi per le vie e contrade della cittadina la sera del 30 novembre, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea. La tradizione secolare nacque nel primo Ottocento a seguito dell’abbattimento del tiglio di Piazza Belvedere (oggi Piazza Umberto I), il cui legno venne in parte bruciato e in parte utilizzato per realizzare la statua del santo, ancora oggi custodita nella Chiesa Madre di San Nicola.

In Danimarca, i falò sono effettuati per la notte del 23 giugno. Viene bruciata una strega fatta da paglia e vestiti.

In Irlanda, falò sono effettuati la notte del 31 ottobre per festeggiare Halloween. Nel sud e ovest d’Irlanda, Bonfire Night si svolge la notte del 23 giugno per celebrare la vigilia di San Giovanni.

Eventi storici

In Gran Bretagna, falò vengono allestiti per la “Guy Fawkes Night”, il 5 novembre (conosciuta anche come “la notte dei falò”), una commemorazione annuale della Congiura delle polveri.

In Irlanda del Nord, fuochi sono associati alle celebrazioni per l’anniversario della battaglia del Boyne, che ha avuto luogo il 12 luglio 1690.

Alla vigilia di Natale, nel sud della Louisiana, falò sono costruiti lungo il fiume Mississippi per illuminare la strada a Santa Claus, il quale si muove lungo il fiume con la sua piroga, trainato da otto alligatori. Questa particolare tradizione è un evento annuale a St James Parish, Louisiana.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Foto web

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Articoli più letti

Archivio articoli
Categorie
Close