Michelina

 

Mi piace molto questa immagine. Michelina è una classica bellezza mediterranea. La sua espressione spontanea e naturale rende la foto molto intensa È un affresco della civiltà contadina, quella civiltà che alimenta le radici di molte persone che frequentano questa pagina.

Guardandola mi è venuto in mente un episodio, che ho raccontato spesso ai ragazzi con i quali ho lavorato.

Io e Vincenzo tornavamo da Napoli, dove eravamo andati per un esame all’università. Scesi dalla corriera, trovammo in piazza Michelina.

Nell’abbracciare il figlio la prima cosa che chiese: “Come stai?”.

Non disse: “Come è andato l’esame?”

No. Come stai.

Per lei la cosa più importante non era l’esame, ma il figlio, la salute del figlio. L’esame, se pur contava, veniva dopo, molto dopo.

Sono passati molti anni. Ho dimenticato tante cose, ma non quest’episodio.

La vita impartisce le sue  lezioni quando meno te lo aspetti.

Dice Immanuel Kant “Non scorderò mai mia madre, perché fu lei a piantare e nutrire i primi semi del bene dentro di me”.

Voglio ringraziare per quella “lezione” Michelina, che attualmente abita, all’ombra dei cipressi, nello stesso vicinanzo dove sta mio padre, con questa poesia di Tagore.

Riscalderà il cuore di Vincenzo e Giovanni.

 

 

DA DOVE SON VENUTO?

 

Da dove sono venuto?

Dove mi hai trovato?

domandò il bambino a sua madre.

Ed ella pianse e rise allo stesso tempo

e stringendolo al petto gli rispose:

tu eri nascosto nel mio cuore, bambino mio,

tu eri il suo desiderio.

Tu eri nelle bambole della mia infanzia,

in tutte le mie speranze,

in tutti i miei amori, nella mia vita;

nella vita di mia madre,

tu hai vissuto.

Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa

ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,

e mentre contemplo il tuo viso,

 l’onda del mistero mi sommerge,

perché tu, che appartieni a tutti,

tu mi sei stato donato.

E per paura che tu fugga via

ti tengo stretto nel mio cuore.

Quale magia ha dunque affidato

 il tesoro del mondo

nelle mie esili braccia?

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