Giovani

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Questi giovani sono nati nel tempo della malora, quando l’Europa veniva arata dai carri armati e le notti erano illuminate dai bagliori sinistri delle bombe.
Poi la Bestia venne seppellita dalle macerie. I morti si contarono a milioni e le ferite, non solo quelle del corpo, sanguinarono a lungo.

Il Pifferaio magico che aveva incantato l’Italia si trovò a testa in giù a Piazzale Loreto a Milano.

A casa tornarono uomini sfiancati dallo strazio, dalle privazioni e dalle fatiche. Molti portavano sul corpo i segni della follia. Erano stati strappati al lavoro, ai campi, agli affetti e buttati nell’inferno del fronte, dove uno diventava nemico solo perché aveva “la divisa di un altro colore”. Avevano dato e ricevuto morte, anzi avevano camminato e dormito a fianco alla morte, con il cuore spento alla compassione e gli occhi prosciugati delle lacrime. 

Adesso c’era la vita finalmente.

Si credette di ricominciare daccapo. Tempi nuovi per una Terra finalmente in pace con se stessa: niente più rancori, pregiudizi, egoismi; niente filo spinato. Nazioni Unite, si vaticinava.
Si riemergeva dagli abissi cupi dell’intolleranza. Adesso c’era da portare in salvo l’Umanità. Definitivamente.
Sull’altare della Pace cumuli di delusioni e di sconfitte.

I giorni che sarebbero venuti avrebbero portato il marchio dei  sogni di ciascuno.

Osservate questi giovani, hanno la certezza di una promessa mantenuta.
Il futuro si offre come prateria da attraversare, frutto da raccogliere ed assaporare. 

Solo per qualche stagione.

Verranno gli anni ’70. I poteri costituiti, incattiviti nella loro autosufficienza, temendo di perdere il controllo sociale, disperderanno una generazione che chiedeva spazi di libertà e giustizia. Li chiameranno “anni di piombo”. 
Le carte dei tribunali riveleranno, dopo molti anni, macchinazioni internazionali e nazionali (“Le stragi impunite” di Imposimato). Poteri occulti e palesi si assegnarono compiti che portarono a compimento con lucida determinazione.

L’orologio della Storia si mise a correre all’indietro. E la Terra Promessa venne recintata con cavalli di frisia.

Oggi quegli stessi poteri portano a compimento quelle macchinazioni: con una crisi programmata con diabolica insensibilità, hanno spurgato le nostre vite di diritti, libertà, opportunità.
Ed un’altra generazione di giovani, vite a perdere, assiste impietrita alla cancellazione del proprio futuro.

Siamo tornati buoi da traino, figuranti di una commedia scritta e recitata da altri. Senza alcuna capacità reattiva. 
Fino a quando?

Foto: Mariagrazia Corrado. La foto risale ai primi anni Sessanta

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