Un bagno tossico nel Tirreno cosentino dal sangue sparito a Tortora alla sabbia rossa di Fuscaldo

rifiuti davanti scuola
Oramai i turisti se ne sono andati e possiamo parlare liberamente tra di noi. I panni sporchi una volta tanto laviamoceli in famiglia. Le proteste dei bagnanti a Santa Maria del Cedro, qualche giorno fa, per qualche schiumetta galleggiante fa sorridere. Loro non sanno e beati loro che non sanno. Meglio non sapere e meglio sviare da parte delle autorità su problemi “leggeri” piuttosto che su problemi che se conosciuti metterebbero davvero in crisi tutta l’industria turistica della nostra Calabria. Il dibattito sul nostro mare ogni anno è incentrato sui depuratori “si” o sui depuratori “no”. Se il depuratore del tale paese funziona, tutto è bene, se non funziona, allora apriti cielo. Inchieste della magistratura, sopralluoghi di politici in carriera, interrogazioni parlamentari e regionali, appelli delle associazioni ambientaliste, golette verdi e gialle. Ma davvero il problema del mare calabrese è questo e non è altro ?  Vi ricordate della nave dei veleni davanti a Cetraro, per esempio  ? Il pentito Fonti, oramai è morto e con lui sono state seppellite tutte le sue rivelazioni. Anche le querele che erano state fatte contro di lui, una addirittura fatta dal boss di Cetraro, Franco Muto, chiamato in causa dal pentito, e che avrebbero costretto ad aprire un processo e quindi un dibattimento pubblico con testimonianze, sono oramai finite nel nulla. E così tutte le inchieste aperte dal Procuratore di Paola, Giordano Bruno, avocate alla Dda di Catanzaro . Ma i dubbi e le certezze delle associazioni ambientaliste permangono e come. A cominciare dalla famosa ordinanza della Capitaneria di porto di Cetraro che vietò la pesca in un’area attigua se non ricadente  nell’area indicata da Fonti ,dove sarebbe stata  affondata la Cunsky a suon di dinamite. Poi arrivò la Nave Oceano dell’armatore Attanasio e tutto finì nel ritrovamento di una vecchia nave da guerra che tutti conoscevano già da tempo. Storia dimenticata. A Cetraro sono ora tutti felici. E vi ricordate del Fiume Oliva ? Qui vennero ritrovati quintali di rifiuti tossici e non. Il Procuratore Giordano parlò di centomila metri cubi di materiale di ogni genere. Una dimensione che entrerebbe intera nel Colosseo. Dei responsabili del sotterramento sono stati individuati ed attualmente sono sotto processo presso il Tribunale di Cosenza. Ma intanto i rifiuti sono ancora lì che inquinano falde acquifere e mare ed anche lì la gente è felice sul depuratore che funziona e sulla limpidità delle acque accertate dall’Arpacal. Ed ancora, non ho finito. Vi ricordate della Marlane a Praia a Mare ? Anche questi rifiuti sono stati individuati ed accertati come pericolosi . Quest’anno la Goletta Verde si è fermata per la prima volta davanti lo stabilimento dismesso che da proprio su una bellissima e lunghissima quanto affollata spiaggia praiese.

La valle del Fiume Olivo
In questo stabilimento sono decedute e si sono ammalati centinaia di operai ed operaie. Tutti colpiti da tumore. Anche in questo caso c’è un processo in corso ed anche in questo caso tutti fanno finta di non sapere che quei rifiuti tossici, pieni di cromo VI sono ancora in quei terreni prospicienti il mare. Anche qui sono tutti felici sulla qualità delle acque. A due chilometri dalla Marlane ecco il fiume Noce. Anche qui vi sversano direttamente i comuni che questo fiume attraversa e proprio in prossimità della foce del fiume esiste l’unico depuratore dove dovrebbero convergere tutti gli auto spurgo della costa tirrenica. Pochi conoscono il lavoro degli auto spurgo. Pochi sanno che molti paesi turistici ancora non hanno completato la linea fognaria. Per cui villaggi interi, ristoranti esistenti lungo i fiumi, attività industriali, dovrebbero essere muniti di grandi fosse biologiche che periodicamente dovrebbero essere ripulite da questi auto spurgo che poi dovrebbero convergere su questi impianto di Tortora in contrada San Sago. Lo fanno tutti ? Lo fanno sempre ? Chi controlla tale circuito ? Qualche anno fa ci fu un’inchiesta da parte della Procura di Paola che portò all’arresto dei dirigenti di quella struttura per inquinamento ambientale. Allora l’inchiesta delle fiamme gialle accertò la perdita di oltre cinque milioni di litri di sangue proveniente dalla macellazione di animali,  che non risultavano smaltiti in quell’impianto. Dove finirono non si è mai accertato. Anche a Tortora sono tutti felici che il depuratore funziona. E finiamo il nostro tour a Fuscaldo. Qui abbiamo assistito all’ennesimo balletto di spiagge chiuse ed aperte. Di balneabilità a giorni alterni, di proteste finite nel nulla. Anche qui rassicuratori all’opera e turisti felici. Resta quanto scritto dall’Arpacal alla Procura di Paola e la comunicazione fatta dallo stesso procuratore Giordano agli organismi competenti, il 21 giugno scorso: i risultati delle predette analisi, scrive la procura hanno evidenziato: il superamento della concentrazione soglia di contaminazione ( CSC)   nel campione di arenile color rossastro prelevato in agro di Paola, loc.Pagnotta, con valori di cobalto, cromo totale,vanadio e stagno, superiori  ai valori di concentrazione limite previsto dal…etc.etc….. e poi ancora , il superamento della soglia di contaminazione nei campioni di arenile di colorazione rossastro prelevati  in agro di Fuscaldo  zona Ponte di ferro, Hotel Sangrilà, e Borgo pescatori con valori di cobalto, cromo totale, vanadio superiori ai valori di concentrazione previsto dal….etc. etc….

Alla fine , in un consiglio comunale a Fuscaldo sarebbero stati individuati i responsabili di tale disastro. La magistratura accerterà se sono colpevoli, ma il discorso che a noi interessa è un altro. La balneazione è continuata ed i turisti sono felici così come gli operatori turistici. Poi non ci si spiega perché nella costa tirrenica ci sia stata una flessione del 20 % delle presenze turistiche. Certamente è pesata la crisi economica, ma sicuramente anche il fatto che qualcuno si è informato sulla nostra situazione ambientale e non ha abboccato all’amo dei rassicuratori. I comitati di lotta degli  ambientalisti calabresi che si stanno riunendo in un unico comitato chiedono da anni la bonifica di questi luoghi. Della Marlane di Praia a Mare, come del fiume Oliva ad Amantea, come del fiume Noce a Tortora, ed ora delle spiagge colorate di rosso. Rendere sicuri i luoghi nei quali abitiamo così come i beni comuni sono la cruna dell’ago dal quale dovranno passare tutti perché ci sia il rilancio di un turismo di qualità rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali

Di Francesco Cirillo

http://scirocco.blog.tiscali.it/2013/09/02/un-bagno-tossico-nel-tirreno-cosentino-dal-sangue-sparito-a-tortora-alla-sabbia-rossa-di-fuscaldo/

pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 1 settembre 2013

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