Uccidere nel nome di Dio!

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190 morti, di cui 57 donne e 18 bambini. Massacrati perché alawiti, come il presidente Assad. La denuncia di Human Right Watch: «È un crimine contro l’umanità».

Massacro di civili inermi in Siria da parte di un gruppo jidahista che fa parte della galassia dei ribelli che combattono il regime di Bashar al Assad. Lo ha denunciato in un rapporto l’organizzazione umanitaria Human Right Watch. Il bilancio dell’eccidio sarebbe di 190 morti, tra cui 57 donne e 18 bambini. Unica loro colpa è stata quella di essere di religione alawita, la stessa del presidente siriano.

Si tratta del più sanguinoso massacro documentato commesso con armi convenzionali da quando è scoppiata la guerra civile in Siria.

Human Right Watch ha anche pubblicato la lista dei nomi delle vittime. «Sessantasette di loro sono stati addirittura giustiziati», prosegue il rapporto.

I civili sarebbero morti lo scorso 18 agosto in dieci diversi villaggi, attaccati da «almeno venti gruppi armati». Tra questi lo Stato islamico dell’Iraq, il Levant, il Fronte al Nusra (accusato di essere anche il responsabile dell’esplosione di armi chimiche che hanno causato la morte di oltre 1.300 persone), Jaich wal Ansar al Mouhajirine, Ahrar al Sham, al Izz Souqour.

Secondo alcuni sopravvissuti «più di duecento persone sarebbero state prese in ostaggio, per lo più donne e bambini».

«Gli abitanti dei villaggi hanno cercato di fuggire, mentre i combattenti hanno aperto il fuoco indiscriminatamente. Sono state giustiziate anche intere famiglie, come monito per gli altri».

Joe Storck, direttore di Human Right Watch in Medio Oriente sostiene che «i ribelli si sono macchiati di crimini contro l’umanità».

Di Franco Fracassi

 Da popoff.globalist.it

Foto web

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Una delle cose più sconvolgenti della storia umana è la constatazione che, nel corso dei secoli, nel nome di un dio si è ucciso e devastato con una crudeltà che fa paura.

Quel dio che dovrebbe spingere alla pietà ed alla misericordia, fa crescere invece la sete di sangue e la ferocia.

Fuori della “chiesa” non c’è salvezza né per le anime né per i corpi. E il fuoco ha il triste compito di purificare la Terra dal contagio degli infedeli.

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