Sopralluogo di Emergency a Praia a Mare. “Territorio devastato, emergenza reale” –

Gino Strada

Gino Strada


 Il 12 dicembre scorso, Emergency è stata a Praia a Mare, in provincia di Cosenza, dopo aver raccolto la richiesta di aiuto di una comunità che si è vista privare di un ospedale sui cui orbitava una popolazione di 60mila persone distribuita in una quindicina di comuni. “L’emergenza è reale. Quel territorio è devastato. Stiamo ragionando su un possibile intervento, credo che entro la prossima settimana completeremo la nostra analisi e chiederemo un incontro per discuterne con l’Azienda Provinciale di Cosenza”. A parlare è Mimmo Risica, referente della Medical Division di Emergency, che con Daniela Porcu, responsabile amministrativa del Programma Italia dell’organizzazione, ha effettuato il sopralluogo. Prima di addentrarsi nelle valutazioni di Mimmo Risica, è il caso di raccontare in breve cosa è accaduto dopo la disponibilità di Gino Strada a intervenire “a patto che la Regione si dica d’accordo e ci faccia operare in convenzione”.

Ospedale di Praia a Mare

Ospedale di Praia a Mare


Tre giorni dopo l’intervista al fondatore di Emergency, il governatore Giuseppe Scopelliti convocava una conferenza stampa per affermare che in Calabria la criticità nella Sanità è finita. A riprova, il governatore citava dati Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, relativi all’anno 2012. Si tratta di quei parametri che, incrociando i costi dei servizi e la loro distribuzione ed efficienza, fotografano lo stato della Sanità in un territorio. Qualche giorno dopo il Ministero della Salute pubblicava la “griglia” dei Lea per tutto il Paese, ma con dati 2011, da cui risulta come la Calabria sia ancora una Regione in emergenza. Alla richiesta di Repubblica di un chiarimento sui dati esibiti e sulle affermazioni di Scopelliti, a fronte delle voci allarmate che giungono dal territorio, il ministero della Salute non ha fornito risposte. Dal Nuovo Centrodestra, il partito a cui appartiene Scopelliti, si è fatto invece avanti un politico di Cosenza, consapevole delle problematiche ed entusiasta all’idea di un progetto di Emergency in Calabria: il senatore Antonio Gentile, che si è adoperato per favorire un incontro tra il Comitato per l’ospedale di Praia a Mare e il direttore dell’Azienda Sanitaria Provinciale, Gianfranco Scarpelli. Ai rappresentanti della comunità il dirigente ha dato la sua disponibilità a valutare un’eventuale proposta di Emergency e a trasmetterla alla Regione. Partendo da quella disponibilità, Emergency si è mossa. Risica, l’emergenza a Praia a Mare è reale? “Sì, il problema è evidente. Purtroppo la rete stradale è infame. Ma la situazione è critica anche a monte della chiusura dell’ospedale. Perché quell’ospedale, anche se riattivato, non garantirebbe la copertura dell’emergenza/urgenza. Perché sarebbe un piccolo ospedale, non in grado di affrontare soprattutto le grandi urgenze, per risolvere le quali è fondamentale riorganizzare i trasporti. Che lì hanno problemi enormi. L’unica via di comunicazione è difficilmente frequentabile adesso, impossibile d’estate. Con tempi di trasporto assolutamente inaccettabili”. Cosa può fare Emergency? “Per l’infarto, l’ictus, il politrauma, l’emorragia cerebrale, c’è bisogno di un ospedale che abbia tutte le specialità al suo interno e sia in grado di affrontare l’emergenza 24 ore su 24. Noi su questo e sui trasporti non possiamo fare nulla. Io suggerisco, a livello personale, una possibilità che potremmo esplorare, ammesso che Regione e Asp ci appoggino e ci finanzino: creare una struttura sanitaria leggera, all’interno di quello stabilimento, l’ospedale, che è stato parzialmente chiuso e abbandonato ma che è in ottime condizioni, per dare un’assistenza territoriale efficace e di alta qualità. E attraverso di essa spingere per avere trasporti sanitari efficienti”.

Il sopralluogo di Emergency all'ospedale di Praia

Il sopralluogo di Emergency all’ospedale di Praia


Cosa intende per assistenza territoriale efficace? “Questa struttura leggera dovrebbe fare una medicina di base, la medicina specialistica, possibilmente avere anche una degenza post acuti. E un punto di primo intervento che sia in grado di stabilizzare il paziente, per poi trasferirlo con trasporti per cui non vedo alternativa all’elicottero. Valutiamo di contattare la Regione e l’Asp per capire che tipo di disponibilità, che tipo di interesse hanno per un nostro intervento in quella zona”. Esiste già in Italia un progetto con queste caratteristiche? “No. Sarebbe il primo ed è una sfida interessante, seppur a un livello ancora preliminare”. I medici di base sarebbero coinvolti? “Assolutamente sì. C’è tutta una quantità di personale sanitario, laggiù, da utilizzare in questo progetto. Un nostro intervento corrisponderebbe a una collaborazione stretta con tutto il personale già attivo sul territorio, a partire dai medici, dalla medicina generale”. Come le è sembrata la struttura dell’ospedale di Praia? “Dal punto di vista edilizio è una bella struttura, senza interventi enormi la si potrebbe rendere funzionale. Mi aspettavo di trovare una situazione molto più degradata. Invece quella struttura si riuscirebbe a farla funzionare molto facilmente”. Che tipo di contributo economico servirebbe per il progetto? “Sostanzialmente, quello che anche Gino Strada sottolineava nell’intervista a Repubblica, è che noi possiamo pensare di fare un intervento di questo tipo se abbiamo da parte della Regione un rimborso, come avviene per qualsiasi altra struttura privata all’interno della Regione stessa. Quindi, un sistema di rimborso a prestazione che, purtroppo, non è l’ideale per il finanziamento di un sistema sanitario. Ma attualmente è quello esistente in Italia”. Quanto ai trasporti? “In Calabria sicuramente esiste una rete con cinque centrali operative dotate di elicottero. E c’è anche un elicottero abilitato al volo notturno, che è essenziale. La piazzola d’atterraggio dell’ospedale di Praia a Mare, pur non essendo io un esperto, credo sia facilmente adattabile all’atterraggio notturno. Questo, ovviamente, non rientra nei nostri compiti, non possiamo farci carico dei trasporti, possiamo suggerire, sollecitare”. Cosa accadrà adesso? “Inizieremo a discuterne in questi giorni e penso che entro la settimana prossima dovremmo chiedere un incontro con il direttore generale dell’Asp di Cosenza per esplorare le possibilità di collaborazione. Poi si vedrà”. Emergency crede in questo progetto? “Assolutamente sì, e aggiungo purtroppo. Perché giorno per giorno vediamo che la necessità di intervenire con una logica nuova, con strumenti nuovi, con una visione diversa della Sanità, diventa sempre più urgente. Per salvare il Servizio Sanitario Nazionale. Noi ci crediamo molto, ovviamente le nostre possibilità sono molto limitate. Siamo un’organizzazione piccola, con un budget minimo”. Che effetto vi ha fatto quel pezzo di Calabria? Le vostre sensazioni. “Il posto è di una bellezza…io vengo dal mare, per cui ogni volta che vedo il mare mi si apre il cuore. Se il posto è bellissimo, il territorio è assolutamente devastato. L’idea che abbiano costruito quello che hanno costruito lasciando la strada infrequentabile, è pura follia. Anche dal punto di vista dello sfruttamento del territorio con il turismo, dopo la cultura la nostra più grande ricchezza. Drammatico, come sia stata spogliata e rovinata una ricchezza tale. In macchina parlavo con Daniela: ci pensi come la Francia ha utilizzato il suo Sud? E guarda noi come abbiamo utilizzato il nostro Sud. Però…”. Però? “Però la gente è splendida. E la voglia di fare qualcosa è enorme”.

Di Paolo Gallori

Da repubblica.it

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