Legna per il caminetto

 

 

Un tempo, d’inverno, ci si riscaldava solo al focolare. Le colline vicine erano molto più spoglie di adesso, perché si andava a raccogliere persino i “ purritti”. Filomena di Ciacia partiva presto la mattina e tornava verso mezzogiorno col suo mazzo di frascedde che portava su prenotazione: 200 lire ogni mazzo.

La legna per la brace la portavano gli asini o i muli. Quasi tutti andavano a Vadda o verso u Mitisciuno. In genere era legna di ilice o di orniello. Una “sarma” 500 lire.

C’era sempre la paura della Forestale. In caso di “emergenza” ci si passava la voce e si correva a nascondersi.

Tra poveri c’è solidarietà, i ricchi alzano persino muri attorno alle loro case e si negano  agli occhi.

Qui vediamo Michele che scarica il  mulo aiutato da Vincenzo. L’inverno è ancora lontano, ma si provvede per tempo.

Foto: Andrea Mocchetti

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