Un libro per amico – “Viaggio nel Mercurion”, di G. Russo

La sera del 4 gennaio, nella chiesa di  S. Giovanni Battista, Giovanni Russo ha presentato il suo nuovo libro: “VIAGGIO NEL MERCURION”.

C’erano tanta gente e tanti oratori.

Giovanni, con l’aiuto di fotografie di Pietro Rotondaro, ha spiegato alcuni dettagli del suo “VIAGGIO”.

È un piacere ascoltarlo perché sa parlare, perché è un profondissimo conoscitore del Mercurion, perché è appassionato del suo lavoro di ricercatore, perché tesse le sue relazioni con umiltà, senza la vacua saccenteria dei dilettanti.

Sono stato invitato a dire qualcosa e ho farfugliato un paio di concetti.

Da giovane avvertivo un certo disagio. Mi sentivo parte di un popolo che non aveva “Patria”.  Le nostre terre non erano state calpestate da “Padri” e le sue viscere non custodivano memorie. Il tempo per noi aveva il respiro  corto ed i contorni sfumati: si fermava alle sembianze dei bisnonni.  Il nostro passato era muto. Persino le pietre, i ruderi, che recavano tracce antiche, non ci parlavano. Nei locali dove un tempo si alzavano preghiere e si meditava in silenzio sul mistero di Dio e della vita si sentivano solo il ruminare di bestie e  il tanfo del letame. Nessuna parola antica arrivava fino a noi per aiutarci a dare senso al nostro tempo. Alberi senza radici, sospesi nel vuoto, incapaci di dare vigore a rami e sapore a frutti.

Noi meridionali sembriamo figli di un oltraggio: abbiamo ammutolito il nostro passato. Perfino la MAGNA GRECIA, germinazione di   Bellezza e  Sapienza, ci viene appresso come ombra fastidiosa. Gli speculatori la guardano con sospetto e ne devastano le sembianze appena possono.

Ho fatto il militare ad Agrigento. Nella Valle dei Templi, dono di  divinità benevole, il cemento ha profanato l’antico sacrario.

I crolli, non solo di Pompei, si prestano ad essere metafore del nostro tempo.

Cosa fare?

Non perdo occasione per ripeterlo: curare le scuole, scegliere amministratori competenti ed appassionati del bene comune (come  Angelo Vassallo, l’ex sindaco di Pollica).

Ad Orsomarso sono generazioni che si aspetta il miracolo.

Un bischero ha detto che con la cultura non si mangia.

Ci evita però di diventare trascinatori di risciò.

Il libro

Nel risvolto di copertina si dice:

“In questo volume vengono analizzati i quattro documenti che lo storico francese Andre Guillou ha pubblicato nel 1967, dopo averli rinvenuti presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Essi costituiscono le uniche testimonianze pergamenacee degli archivi di uno degli innumerevoli monasteri calabro-greci che costellavano l’antica Eparchia monastica del Mercurion: San Nicola di Donnoso, nei pressi di Orsomarso (CS).

Tali documenti contengono un’infinità di riferimenti onomastici e toponomastici, nonché di indicazioni riguardanti chiese, monasteri e abati, che hanno stimolato l’autore Giovanni Russo e il fotografo Pietro Rotondaro, che ha realizzato le immagini a corredo del testo, a individuare i luoghi sulle mappe e a recarsi direttamente sul posto per ricercarne le testimonianze ancora visibili.

È nato così un viaggio fantastico che, attraverso le informazioni dispensate generosamente dai documenti greci esaminati, ha permesso la ricostruzione dei siti che nel corso dei secoli IX, X e XI hanno contribuito a far grande la storia di un territorio – comprendente principalmente le valli dei fiumi Lao e Argentino – e delle persone che lo abitavano”.

………………………………….

Ogni orsomarsese o discendente di orsomarsese dovrebbe conservare una copia dei due libri di Giovanni:

VIAGGIO NEL MERCURION

E

LA VALLE DEI MONASTERI

merc

In questi libri troviamo l’album di famiglia, l’antico splendore  della nostra VALLE, il piacere di sentirsi orsomarsesi, una volta tanto.

Basta andare in una libreria decente e si possono avere.

Si possono comperare anche tramite internet. Chi vive all’estero lo può fare con AMAZON.

Amore e conoscenza s’intrecciano: non si può amare una cosa che non si conosce.

Conosciamo la nostra storia, impareremo ad amare il nostro paese con più consapevolezza. E forse sapremo averne anche più cura.

 

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2 thoughts on “Un libro per amico – “Viaggio nel Mercurion”, di G. Russo

  1. Giovanni Russo

    Che bella la tua riflessione, prof.! Voglio ricopiarla perché evoca sentimenti, emozioni, che anch’io ho vissuto, soprattutto quando ero ero in Convitto, lontano da Orsomarso, condizione che, sfortunatamente, mi ha sempre accompagnato: “Da giovane avvertivo un certo disagio. Mi sentivo parte di un popolo che non aveva “Patria”. Le nostre terre non erano state calpestate da “Padri” e le sue viscere non custodivano memorie. Il tempo per noi aveva il respiro corto ed i contorni sfumati: si fermava alle sembianze dei bisnonni”. Ma ancor di più, incide il nostro cuore, come un bisturi tagliente, l’amara constatazione che: “il nostro passato era muto” e, benché abbondassero “persino le pietre, i ruderi che recavano tracce antiche, non ci parlavano”. Il ruminare delle bestie e il tanfo del loro letame si erano sostituiti al canto corale dei monaci e al profumo dell’incenso in quei “locali dove un tempo si alzavano preghiere e si meditava in silenzio sul mistero di Dio e della vita”. Nessuna parola antica arrivava fino a noi per aiutarci a dare senso al nostro tempo. Alberi senza radici sospesi nel vuoto, incapaci di dare vigore a rami e sapore a frutti”. Bravo, Professore, nessuno, solo con l’uso delle parole, avrebbe saputo esprimere meglio di te, con sì grande incisività, concetti così profondi! Ancora grazie!

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