Il monachesimo italo-greco

San Basilio Magno

Se nessuna fonte parla espressamente di monachesimo basiliano (d’altra parte è difficile parlare di un vero e proprio Ordine basiliano a causa della grande autonomia dei singoli monasteri), è più che plausibile ritenere, sia in base alla provenienza sia al tipo di spiritualità cui i testi fanno riferimento, che al gruppo di monaci capeggiati prima da Ilarione e poi da Nicola appartenesse a quella corrente monastica orientale che vede in Basilio Magno e nelle sue Regole il suo punto di riferimento.

Il monachesimo basiliano, alle cui regole e alla cui spiritualità tanto attinse quello benedettino, venne a svilupparsi, alla metà del secolo IV, nella zona di Cesarea, città della quale Basilio, denominato poi “il Grande”, fu vescovo.

Pur con alcune caratteristiche comuni al monachesimo egiziano portato al massimo splendore da Antonio Abate nel secolo III, Basilio stemperò alcune caratteristiche di quel modello di vita religiosa, quali la dimensione eremitica (solitaria) o quella puramente contemplativa, rafforzando la pratica cenobitica (comunitaria) e introducendo la figura di un superiore della comunità al quale prestare obbedienza.

Il monachesimo Basiliano prevede l’impegno dei monaci nella preghiera, nello studio e nel lavoro, in base ad un ritmo di vita giornaliero ben scandito.

Il cenobio, però, non rappresenta affatto un mondo chiuso.

Esso è un vero e proprio centro di apostolato, nel quale i monaci si mettono a servizio degli altri, anche istituendo vere e proprie “cittadelle” a carattere sociale, dette anche “Basileidi”, dove i monaci danno ancora oggi lavoro ai bisognosi e assistono malati, orfani e poveri.

Possiamo così dire che nella vita monastica basiliana, organizzata in base alle due regole – in realtà da intendersi quali consigli di vita per ogni cristiano – dettate dal fondatore (Regulae fusius tractatae e Regulae brevius tractatae), l’esperienza della meditazione e del raccoglimento, volta a incontrare se stessi e Dio, ben si fonde con l’attitudine all’incontro e al servizio.

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Estratto da Antonio Altorio, I tratti della spiritualità di san Nicola. In L’avventura di una vita, San Nicola Greco, un ponte fra oriente e occidente, atti del convegno di studi del 13 gennaio 2012 e nuovi contributi, a cura di Elsa Flacco e Lucio Taraborrelli, pp. 106 – 107.

Fonte http://www.sannicolagreco.org/il-monachesimo-italo-greco.html

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