Si torna a parlare della ex discarica della Zaparia, località di Praia a Mare.

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A seguito del blitz degli ambientalisti del “Comitato per le bonifiche dei terreni, mari e fiumi della Calabria” è stato possibile documentare lo stato della vecchia discarica, interrogandosi sulla natura di un liquido nerastro sparso su tutto il terreno.
L’ipotesi, avanzata dagli attivisti, che potesse trattarsi di percolato è servita ad attirare l’attenzione del Nucleo Ambientale della Procura di Paola permettendo l’apertura di un fascicolo di inchiesta sulla questione.
Oltre all’interesse del Tribunale anche il primo cittadino praiese non è riuscito a restare indifferente all’accaduto, che ne ha invece scatenato la collera.

Adirato e rosso in viso per l’ingresso “abusivo” dei militanti all’interno della discarica comunale il sindaco Antonio Praticò, davanti alla telecamera dell’emittente televisiva locale “ReteTre Digiesse”, ha esposto sulla scrivania del suo ufficio i risultati positivi delle analisi micro-batteriologiche effettuate sul sito incriminato accusando gli attivisti di violazione della proprietà privata, procurato falso allarme al posto di cercare un confronto con la stessa casa comunale.

Ma certi confronti si sa come vanno a finire. A patto che ci siano.

Intanto l’inchiesta giudiziaria è andata avanti, rendendo traballante la sicurezza del sindaco inizialmente fiducioso nel lavoro della Procura che, invece, solo qualche settimana fa ha confermato il dubbio degli ambientalisti: il materiale liquido presente sul suolo è percolato.

Il NOE di Catanzaro ha così proceduto al sequestro della ex discarica; dove è stata constatata la presenza di una vasca di raccolta verso un terreno di proprietà privata da cui colava il percolato. Un’attività che andava avanti da diverso tempo molto probabilmente, e in attesa di accertare altre infrazioni è stato ipotizzato il reato descritto dall’art. 674 del codice penale: “Getto pericoloso di cose” imputato ad ignoti ma, essendo la superficie di proprietà comunale, la denuncia è indirizzata all Comune. Sull’area soggetta alla requisizione, grande 3.000 metri quadri, sono presenti anche rifiuti solidi urbani di vario genere.

È stata poi riscontrata la responsabilità amministrativa e ambientale per la mancata messa in sicurezza della discarica e per l’assenza di controlli sulle falde acquifere a monte e a valle dei rifiuti interrati.

Il sindaco non si arrende all’evidente irregolarità presente sul fondo accertata dagli inquirenti e, come al solito, “ci pensa lui” commissionando al laboratorio locale “DM LAB” i nuovi prelievi da effettuare sul terreno.

Ma non era tutto perfettamente in regola?
Non bisognava riporre fiducia nella Procura e preoccuparsi della salute dei propri cittadini?

Appena un mese prima dal sequestro della ex discarica comunale a Cosenza, presso il palazzo della provincia, davanti ai vertici del Pd calabrese (partito a cui il sindaco di Praia a Mare è tesserato), presentava il progetto promosso dal Ministero della Salute e dell’Ambiente, MIAPI un piano dedito al monitoraggio e all’individuazione delle aree potenzialmente inquinate. Nella veste di primo cittadino preoccupato della questione ambientale Praticò, già sindacalista presso la Marlane, chiedeva di inserire anche la cittadina dell’Alto Tirreno nell’elenco delle zone contaminate.
Una richiesta che suona come una beffa e tesa a ritardare, come contesta lo stesso Comitato, la bonifica che già da tempo si sarebbe dovuta realizzare nel perimetro in cui è presente la ex Marlane,

L’area dove sorge la ex fabbrica tessile è stata riconosciuta da tempo come un sito inquinante, e il sequestro giudiziario a cui è sottoposta ne offre conferma: nuove verifiche produrrebbero solo un ulteriore ritardo nella bonifca del territorio, aumentando ancora di più i danni che ne sono derivati.
Intanto- è notizia degli ultimi giorni- la Procura di Paola ha disposto il dissequestro momentaneo dell’area per verificare se la pompa collegata alla vasca funzioni correttamente.

Da anni è richiesta una bonifica sui terreni della Marlane, e da troppo tempo gli abitanti di Praia e di Tortora, paese adiacente, continuano ad ammalarsi e a morire di tumore.

Da anni il sindaco non ha mai risposto positivamente alla domanda che gli veniva posta, ossia bonificare il sito.

Non è più possibile pensare che “la fabbrica dei veleni” sia solo un’esagerazione. Non è ammissibile che continuino a consumarsi scempi ambientali, come la discarica della Zaparia, e si finga di non essere a conoscenza di ciò avviene esponendo a gravi rischi la popolazione.

Fuori da qualsiasi gioco politico e dalle logiche di profitto, deve essere accettata la proposta di bonificazione dei luoghi colpevoli del danno all’ambiente e alla salute di un intero abitato.

Di Alessia Manzi

Fonte: http://www.communianet.org/content/si-torna-parlare-della-ex-discarica-della-zaparia-localit%C3%A0-di-praia-mare

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