E’ morta una donna, un’operaia.

donne

E’ morta Maria Baratto, operaia della Fiat di Nola, vicino Napoli, cassaintegrata da 6 anni, trovata nella sua casa di Acerra sabato sera, dilaniata da 5 coltellate all’addome: si parla di suicidio.
La donna viveva sola e combatteva da anni contro le politiche della Fiat che hanno condotto all’eliminazione di molti/e operai/e come lei dai comparti di Pomigliano D’Arco e di Nola, determinando numerose situazioni di povertà, depressioni e miseria tra le famiglie dei lavoratori dopo essere stati sfruttati per anni per soddisfare gli obbiettivi di accumulo di ricchezza di una Società che oggi li elimina fisicamente e moralmente.

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Maria, che come donna, ha sofferto doppiamente la condizione di esclusione dal lavoro e dalla famiglia, separata dal marito e costretta dalla condizione di povertà indotta dalla fabbrica a vivere un’esperienza dolorosa di depressione, ha chiuso il suo conto con la vita, con il pensiero a tutti i suoi compagni di lavoro, suicidi e disperati, che negli anni hanno lasciato la comunità nella quale lei , fino all’ultimo, ha combattuto ed ha dato il suo contributo di lotta per tentare di risollevare quella dignità che ogni giorno viene calpestata dal ricatto del lavoro salariato che viene offerto o tolto a piacimento di chi ha in mano i mezzi di produzione.
Possiamo affermare che anche il suo è, ancora una volta, un “femminicidio”, perché vede una donna lasciata sola in modo criminale da parte di una società che esclude dalla vita tutte coloro che si ribellano e lottano per i diritti fondamentali negati o calpestati, come il diritto ad una vita dignitosa e solidale.
Non hanno di che rallegrarsi oggi tutti coloro che inneggiano allo “tzunami” di Renzi; anche il suo miete vittime, come accade ogni giorno nel mondo: e Maria non è l’ultima.
Roma 26/05/2014
Associazione Donne, Diritti e Giustizia

Foto web

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