La terapia famigliare vuole risolvere il disagio, che si è venuto a creare all’interno del nucleo famigliare

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La terapia familiare vuole risolvere il disagio, che si è venuto a creare all’interno del nucleo famigliare. Le difficoltà, che si riscontrano, si possono esprimere in diversi canali: disturbi psicologici, comportamentali, psico-somatici di un membro della famiglia, oppure un disagio familiare dettato da una elevata conflittualità o problematiche tra i membri della famiglia, che necessitano di essere affrontate in modo tempestivo e risolte in maniera adeguata.

La famiglia si trova in una situazione di impasse, ha il bisogno di ritrovare il benessere personale e familiare e ciò è possibile grazie al terapeuta, il quale ha una visione della situazione dall’esterno; spesso la famiglia in difficoltà tende a ripetere comportamenti e a tentare soluzione, che aumentano il disagio esistente, anziché risolverlo.

In terapia, il problema portato dalla famiglia, viene analizzato e inserito nel contesto delle loro relazioni, con un’attenzione particolare alla fase  evolutiva in cui si trova la famiglia.

La famiglia attraversa varie fasi: la prima tappa è il matrimonio, poi c’è l’arrivo di un nuovo membro, solitamente un figlio, e l’uscita o la perdita di un suo componente.

Non solo gli eventi sopra citati, che possono minacciare l’equilibrio della famiglia, ma anche quelli critici, imprevisti (incidenti, malattie, ecc) a cui la famiglia si trova improvvisamente a dover affrontare.

Il superamento delle criticità del momento, permette alla famiglia di trovare un nuovo equilibrio e raggiungere una nuova fase evolutiva.
Il percorso di terapia familiare, intervenendo sulle dinamiche relazionali disfunzionali per aiutarla ad eliminare le criticità presenti, vuole far sì che la famiglia trovi un nuovo equilibrio e di conseguenza un benessere.

La terapia sistemico-relazionale è indicata per le difficoltà nella coppia coniugale, nella famiglia e per i disagi dell’infanzia e dell’adolescenza. E’ possibile comprendere il disagio di uno dei membri della famiglia, attraverso la conoscenza del contesto in cui il bambino o l’adolescente è inserito e le dinamiche relazionali che sostengono il disagio e come intervengono su di esso.

All’inizio della terapia, il terapeuta formula con la famiglia il “contratto terapeutico”, un accordo circa gli obiettivi terapeutici, la durata approssimativa della terapia, le cadenze delle sedute (generalmente una volta ogni quindici giorni) e l’onorario.

Fonte: http://www.torinopsicologo.com/item/7-terapia-familiare-psicologo-torino

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