“Le cento città” di Cinaski

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Ognuno ha le sue prigioni: mentali, fisiche.

Ognuno ci convive.

Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime.

Quando lo specchio comincia a darti del tu,

quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso,

metti insieme il tuo bagaglio.

Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere;

riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni d’epoca, domande e risposte.

Trovati un amico e comincia la condivisione, l’esplorazione.

Vai a caso, lascia le tue lacrime sul cuscino, incontrati con la vita, scontrati con il dolore, ruba l’amore.

Non avere una meta ma cento, prova a ritornare perché il ritorno dà senso al viaggio.

Pensa a Polifemo e alla sua solitudine e rispetta la solitudine altrui.

Gira intorno al mondo non girare con lui.

Affrancati da te stesso e dall’attesa.

Per amare la vita bisogna tradire le aspettative.

Guardati intorno e guardati da chi si professa libero.

Il sapore della libertà è la paura.

Solo chi ha paura della libertà ha il coraggio di inseguirla.

Vincenzo Costantino Chinaski

Foto web

 

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